La storia dell’Epifania è stata raccontata da Gesù direttamente a Maria di Gesù di Agreda, una religiosa e mistica di origini spagnole e membro dell’ordine delle monache Concezioniste francescane. Inoltre, durante la sua vita è stata anche una mistica mariana e una scrittrice, della quale è in corso il processo da parte della Chiesa cattolica per beatificarla.
La mistica Maria di Gesù di Agreda è stata la protagonista di numerose rivelazioni, alcune si esse sono state riportate in svariate opere da lei stessa, tra le più conosciute possiamo segnalare la Mistica città di Dio. All’interno di esso ha svelato quello che è effettivamente l’Epifania.
Quella che per molti è semplicemente la “festa della befana” è in realtà una vera e propria manifestazione del Signorie e di come i Re Magi hanno fatto di tutto per raggiungerlo e adorarlo. In seguito, vi spiegheremo chi sono i tre Re Magi e qual è il vero significato dell’oro, dell’incenso e della mirra.
La storia dell’Epifania raccontata da Gesù alla Venerabile mistica Agreda

La mistica Maria di Gesù di Agreda ha raccontato che: “I tre re Magi, che vennero in cerca del bambino Gesù erano nativi della Persia, dell’Arabia e di Saba, regioni che si trovavano ad oriente della Palestina. La loro venuta fu profetizzata specialmente da Davide e prima di lui da Balaam […] Questi tre re erano molto sapienti nelle scienze naturali ed istruiti nelle Scritture del popolo di Dio; per la loro sapienza furono chiamati Magi”.
“Per la conoscenza dei testi sacri e per i colloqui avuti con alcuni ebrei, giunsero a credere nella venuta del Messia, che Israele aspettava. Erano inoltre uomini retti, sinceri e molto giusti nel dirigere i loro stati. E poiché questi non erano tanto estesi come i regni dei nostri tempi. Li governavano con facilità essi stessi ed amministravano la giustizia come re saggi e prudenti, dato che questo è l’ufficio che compete al re”.
Ed ha poi concluso: “Perciò, lo Spirito Santo dice che Dio tiene il suo cuore in mano per dirigerlo, come un canale d’acqua, dovunque egli vuole. […] Già si è detto come nella medesima notte in cui nacque il Verbo incarnato essi furono avvisati della sua nascita nel tempo dei santi angeli. […]”.
“Immediatamente tutti e tre, guidati singolarmente da un medesimo spirito determinarono di partire senza indugio per la Giudea in cerca del bambino Dio per adorarlo. Prepararono i tre doni da portargli: oro, incenso e mirra in quantità uguale, perché in tutto erano misteriosamente guidati. E senza avere parlato fra sé, si trovarono concordi nelle determinazioni e nelle disposizioni. […]” spiega la mistica.
La vera storia di Betlemme
Ed ha poi voluto raccontare la vera storia della Stella di Betlemme: “Nel medesimo tempo il santo angelo, che partito da Betlemme si era recato dai re, formò dall’etere una stella luminosissima, benché non grande come quelle del firmamento, perché bastava che fosse visibile da tale distanza, tanto da indirizzare e guidare i santi re fino alla grotta dove stava il bambino Dio”.
“Aveva, però, un chiarore nuovo e diverso da quello del sole e con bellissima radiosità riluceva di notte come torcia luminosissima e di giorno si manifestava tra lo splendore del sole con straordinaria attività. All’uscire dalla propria casa questi re, benché ciascuno da un luogo diverso. Videro la nuova stella, anche se era una sola. Perché fu collocata a distanza ed altezza tali da poter essere vista da tutti allo stesso tempo. Incamminandosi tutti e tre dove li invitava la miracolosa stella, si vennero a riunire in breve tempo. […]”.
I Re Magi davanti a Gesù
Infine, ha raccontato dell’incontro tra i Magi e Gesù e della loro ispirazione dallo Spirito Santo: “I Magi partirono e l’ipocrita re restò perplesso ed angosciato per i segni tanto certi della nascita nel mondo del legittimo Signore dei giudei. […] Quando uscirono da Gerusalemme, i Magi ritrovarono la stella che avevano perso al loro ingresso in città. Con la sua luce giunsero a Betlemme, alla grotta della nascita. La stella trattenne su di essa il suo corso e si abbassò entrando per la porta. Diminuendo la sua dimensione, non sparì se non dopo essersi posta sopra il capo del bambino Gesù. Allora lo circondò tutto con la sua luce e subito la materia di cui era formata si dissolse. […]”.
“La divina Madre, con il neonato Dio tra le braccia, attendeva i devoti re; aveva incomparabile modestia e bellezza, e lo splendore del suo volto rivelava in quell’umile povertà indizi di maestà più che umana. Il bambino Dio spargeva un fulgore ancora più intenso, per cui tutta quella grotta era divenuta un cielo. I tre re orientali entrarono in essa ed alla prima vista del Figlio e della Madre rimasero a lungo meravigliati e pieni di stupore. Si prostrarono poi a terra ed in tale posizione riverirono ed adorarono il bambino. Riconoscendolo come vero Dio e vero uomo e come redentore del genere umano”.
Proseguendo racconta la storia dell’Epifania raccontata da Gesù: “Alla vista del dolcissimo Gesù furono illuminati dal potere divino. […] Quindi, si alzarono in piedi e subito si congratularono con la loro e nostra Regina per essere madre del Figlio dell’eterno Padre”.
“Il mio spirito gioisce nel Signore e l’anima mia lo benedice e lo loda, perché tra tutte le nazioni vi ha chiamati e scelti per arrivare a vedere con i vostri occhi ed a conoscere colui che molti profeti e re hanno desiderato vedere, ma non hanno visto, cioè il Verbo eterno incarnato. Magnifichiamo e lodiamo il suo nome per i suoi misteri e per la misericordia che usa verso il suo popolo. Baciamo la terra, che egli santifica con la sua presenza regale”.







