Nel corso degli anni il “ponte dell’arcobaleno” è diventato uno dei simboli più riconosciuti quando si parla della perdita di un animale domestico per questo, in un comune italiano di recente è stato inaugurato un luogo a lui dedicato.
È l’immagine che molti umani associano al luogo ideale in cui cani e gatti trovano pace dopo la morte, un punto immaginario dove un giorno ci si potrà ricongiungere con loro. Ecco tutti i dettagli.
Nasce il Ponte Arcobaleno a Rivalta per gli animali che non ci sono più

Da questa rappresentazione affettiva si è passati a una forma concreta di commemorazione grazie a un’iniziativa realizzata a Rivalta, in provincia di Torino, dove nel bosco urbano di via Pergolesi, all’interno del Parco del Sangone, è stata inaugurata una struttura che riproduce proprio il ponte dell’arcobaleno.
Un luogo pensato per accogliere chi desidera ricordare il proprio animale in uno spazio pubblico dedicato al raccoglimento. Quello di Rivalta non è il primo esempio in Italia. Il primo ponte dell’arcobaleno era stato infatti installato un anno fa a Pontedera, in provincia di Pisa, all’interno del parco del Boschetto nella frazione di La Rotta.
Anche in quel caso l’obiettivo era offrire un punto di riferimento simbolico per chi vive il dolore della perdita di un animale domestico. La diffusione di queste strutture mostra come il rapporto tra persone e animali sia cambiato nel tempo. Diventando sempre più profondo e riconosciuto anche a livello sociale, come evidenziato da studi sul legame uomo-animale.
Il ponte inaugurato a Rivalta è stato collocato in un’area già frequentata da famiglie e proprietari di cani, tra prati, alberi e sentieri. Qui chi ha perso un compagno a quattro zampe può trovare un luogo dove fermarsi, ricordare e vivere liberamente il proprio sentimento di nostalgia. La scelta di un parco pubblico sottolinea la volontà di creare uno spazio accessibile a tutti. Capace di accogliere un’emozione condivisa e spesso difficile da esprimere.
Il tema del lutto e il legame con Ponte dell’Arcobaleno
Il tema del lutto per la perdita di un animale è infatti sempre più riconosciuto anche dalla comunità scientifica. Un recente studio condotto da un ricercatore del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Maynooth, in Irlanda, ha evidenziato che chi affronta la morte di un animale domestico può manifestare sintomi simili a quelli del “disturbo da lutto prolungato”. Una condizione inserita nel DSM-5-TR e considerata una grave forma di sofferenza mentale.
Questo riconoscimento contribuisce a spiegare perché luoghi come il ponte dell’arcobaleno stiano trovando spazio nelle città. Offrono un punto fisico dove elaborare il lutto, ricordare e sentirsi compresi. In un contesto in cui gli animali sono considerati membri della famiglia. Iniziative come questa rappresentano un gesto di sensibilità e un modo per dare valore a un legame che continua anche dopo la scomparsa.








