Addio Giuseppe Colaianni, 56 anni, nato a Calascibetta, è diventato il simbolo italiano della vicenda che ha segnato il Venezuela. Viveva con la moglie Iasmira al diciassettesimo piano di un palazzo di La Guaira, la zona portuale di Caracas, quando il terremoto ha rovinato l’edificio,
Nel tentativo di proteggere la moglie, Giuseppe ha così perso la vita durante il sisma. Quest’ultimo non è stato ancora recuperato, nonostante i lavori dei Vigili del Fuoco. Una storia che ha attraversato due continenti e che oggi lascia un vuoto profondo e un’immensa commozione.
Addio a Giuseppe Colaianni, il siciliano che ha salvato la moglie

La sera del sisma, poco dopo le 18 ora locale, Giuseppe e Iasmira erano in videochiamata con la figlia Antonella, impegnata a festeggiare il compleanno. “Ad un certo punto”, racconta la cugina Giovanna Lucia Colaianni, “Antonella mi ha raccontato che la telefonata si è bruscamente interrotta. È stata l’ultima volta che questa ragazza ha visto il padre”.
In pochi secondi, un momento familiare si è trasformato in un ricordo spezzato. Giuseppe aveva intuito quanto stava accadendo, era riuscito a far uscire la moglie dall’appartamento, ma non ha avuto il tempo per allontanarsi dalla struttura.
Il figlio Egidio ha raggiunto la sorella in Francia, mentre la comunità di Calascibetta si prepara a ricordare Giuseppe con una veglia in chiesa, segno di un legame che non si è mai spezzato nonostante la distanza.
Giuseppe era figlio di Egidio, emigrato negli anni Cinquanta in Venezuela, dove aveva costruito una famiglia e aperto un’officina meccanica diventata un punto di riferimento a Caracas. Con i cambiamenti politici del Paese, la vita era diventata più complessa, ma Giuseppe aveva continuato a lavorare come responsabile della logistica in una società di spedizioni.
Negli ultimi due anni, Giuseppe e la moglie avevano vissuto in Francia, prima di tornare a Caracas appena venti giorni fa. Nonostante la distanza, aveva mantenuto un rapporto stretto con la cugina Giovanna Lucia. “Eravamo molto legati con Giuseppe”, racconta lei. “Ci sentivamo spesso e mia figlia era stata sua ospite in Venezuela per il semestre dell’Erasmus. Conserva di questa ospitalità un ricordo bellissimo”.








