La storia di Avery, conosciuto sul web come “il bimbo dei Pokémon”, ha commosso migliaia di persone in tutto il mondo. Il giovane creator, diventato celebre grazie ai contenuti dedicati ai Pokémon, è morto all’età di 12 anni dopo una lunga battaglia contro una rara malattia.
A comunicare la scomparsa del ragazzo sono stati i genitori, Christian Garcia e Rebecca Rosa-Valentin, con un messaggio pubblicato sui social accompagnato da una foto di famiglia. La morte del bambino è avvenuta il 18 settembre 2026 e, come raccontato dai genitori, è arrivata in modo inaspettato.
Addio al ‘Bimbo dei Pokémon’ a soli 12 anni: Il dolore dei genitori
“Non sappiamo come scrivere queste parole. Avery era stato recentemente trasferito in un hospice, ed eravamo convinti di avere ancora mesi da trascorrere con il nostro piccolo. Oggi lo abbiamo portato in ospedale per quella che pensavamo sarebbe stata una visita di routine”, hanno scritto i genitori affranti.
Nel lungo messaggio di addio, mamma e papà hanno ricordato anche le ultime ore trascorse insieme al figlio. “Quando ci siamo resi conto che nostro tempo insieme Avery stava per finire, lo abbiamo portato in uno dei suoi posti preferiti in ospedale, il giardino pensile”, scrivono.
“Abbiamo tenuto il nostro bellissimo bambino tra le braccia, tutti insieme. Gli abbiamo detto quanto lo amavamo. Gli abbiamo detto quanto eravamo orgogliosi di lui. E siamo rimasti abbracciati a lui fino al suo ultimo respiro”.
La diagnosi di pancreatoblastoma, un raro tumore maligno che colpisce il pancreas, era arrivata quando Avery aveva appena quattro anni. Da allora il bambino aveva affrontato un percorso estremamente difficile, tra interventi chirurgici, sedute di radioterapia e ricoveri in hospice. Nonostante la malattia, aveva continuato a coltivare il sogno di diventare un content creator di successo. Il suo obiettivo era raggiungere i 100mila iscritti su YouTube, traguardo conquistato proprio nei primi giorni di settembre.
Nel loro commovente saluto, i genitori hanno voluto ringraziare tutte le persone che negli anni sono rimaste accanto al figlio. “Per quasi otto anni, abbiamo combattuto al fianco di Avery con tutte le nostre forze. Stasera, per la prima volta, dobbiamo capire come vivere in un mondo in cui non possiamo portarlo a casa con noi”.
Poi il messaggio rivolto alla sua comunità online: “Grazie per l’amore che avete dimostrato al nostro piccolo. Grazie per aver pregato per lui, per aver fatto il tifo per lui, per aver guardato i suoi video e per avergli offerto una comunità che gli ha portato tanta felicità”. Infine, l’ultimo saluto: “Essere i genitori di Avery è stato il più grande privilegio della nostra vita. Daremmo qualsiasi cosa per un altro giorno. Ti ameremo per sempre, Avery”.