Artrite. Le malattie reumatologiche sono spesso associate all’età avanzata, ma questa percezione è fuorviante. In realtà, colpiscono frequentemente persone giovani-adulte, e le donne risultano maggiormente vulnerabili. Questo perché il loro sistema immunitario, più reattivo rispetto a quello maschile, le espone maggiormente alle malattie autoimmuni, tra cui molte patologie reumatologiche.
Contrariamente a quanto si crede, queste malattie non si limitano a interessare le articolazioni. Si tratta infatti di patologie sistemiche, che possono coinvolgere diversi organi come pelle, polmoni e occhi. Il dolore e l’infiammazione sono i sintomi predominanti, sebbene possano manifestarsi con intensità variabile a seconda della specifica patologia.
Le malattie reumatologiche si dividono principalmente in due categorie: infiammatorie e non infiammatorie. Le prime sono caratterizzate da sintomi sistemici come febbricola, stanchezza e rigidità articolare, accompagnate da alterazioni negli esami di laboratorio e da manifestazioni locali come gonfiore e calore. Tra queste, l’artrite reumatoide è la forma più diffusa, ma esistono anche artriti associate a problematiche cutanee, oculari o intestinali. Al contrario, le malattie non infiammatorie, come l’artrosi, sono prevalentemente degenerative e non presentano sintomi sistemici.
L’artrite reumatoide è la forma più nota
L’artrite reumatoide è la forma più nota di artrite. La dottoressa Marta Riva, responsabile della Reumatologia di Humanitas Gavazzeni di Bergamo ha svelato il primo sintomo da non sottovalutare. In genere l’artrite reumatoide inizia a manifestarsi con dolore articolare, anche a riposo, soprattutto al mattino o durante la notte. Spesso è accompagnata da rigidità articolare e difficoltà nei movimenti. Riconoscere questi sintomi è fondamentale per una diagnosi precoce, poiché consente di avviare un trattamento tempestivo, riducendo l’impatto della malattia sulla qualità della vita.
Contrariamente a quanto si possa pensare, secondo la Dottoressa Riva, il riposo assoluto non è indicato per chi soffre di artrite. Al contrario, l’attività fisica regolare, calibrata sulle condizioni del paziente, è essenziale per mantenere la mobilità articolare e prevenire il peggioramento dei sintomi. La sedentarietà e il sovrappeso possono infatti aggravare la situazione, creando un circolo vizioso difficile da interrompere.
Non esiste una vera prevenzione per l’artrite, ma riconoscere i sintomi fin dai primi segnali permette di intervenire rapidamente, rallentando la progressione della malattia e migliorando la qualità della vita del paziente.