Con l’arrivo di settembre si torna spesso a parlare di autunno, ma non tutti sanno che esistono due modi diversi di stabilire l’inizio di questa stagione. Se per il calendario astronomico bisogna attendere l’equinozio, per la meteorologia l’autunno prende il via già dal 1° settembre e termina il 30 novembre.
Una distinzione che nasce da esigenze differenti ma che contribuisce a spiegare meglio i cambiamenti che interessano il clima e l’atmosfera. Gli esperti del meteo utilizzano una suddivisione dell’anno in quattro stagioni composte ciascuna da tre mesi completi. In questo schema, l’autunno comprende settembre, ottobre e novembre.
Questa scelta permette di elaborare dati climatici in modo più preciso, facilitando il confronto delle temperature medie, delle precipitazioni e delle statistiche raccolte nel corso degli anni. L’utilizzo di periodi regolari rende infatti più semplice l’analisi scientifica rispetto a date stagionali variabili.
L’Autunno non inizia il 21 settembre: ecco quando

Dal punto di vista climatico, inoltre, i segnali del nuovo periodo stagionale si manifestano già nelle prime settimane di settembre. Nell’emisfero settentrionale diminuisce progressivamente l’energia solare che raggiunge la superficie terrestre e le giornate iniziano ad accorciarsi.
Il suolo accumula meno calore rispetto ai mesi estivi e le strutture anticicloniche che hanno dominato la bella stagione tendono gradualmente a perdere intensità. Questo favorisce l’arrivo di masse d’aria più fresca e il ritorno di perturbazioni provenienti dall’Atlantico, con una maggiore instabilità atmosferica e temperature generalmente più contenute.
L’autunno astronomico, invece, segue criteri legati ai movimenti della Terra attorno al Sole. La stagione ha inizio nel momento dell’equinozio d’autunno, quando il Sole si trova perpendicolare all’equatore terrestre e la durata del giorno e della notte risulta quasi identica in tutto il pianeta. Contrariamente a quanto molti credono, questa ricorrenza non cade sempre il 21 settembre, ma si verifica generalmente tra il 22 e il 23 settembre, con rare eccezioni.
La variazione della data dell’equinozio dipende dalla differenza tra la durata reale dell’anno solare, pari a 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi, e quella adottata dal calendario gregoriano. Per compensare questo scarto vengono introdotti gli anni bisestili, che consentono di mantenere allineato il calendario ai cicli astronomici.
In definitiva, autunno meteorologico e autunno astronomico non sono in contrapposizione: il primo descrive l’evoluzione concreta del clima, il secondo individua un preciso evento astronomico legato alla posizione della Terra nel Sistema Solare.








