Site icon Cettinella

Barbara Guerra riabbraccia il suo cane Joy durante il ricovero: “Mi ha salvato la vita”

Per settimane Joy ha mostrato un’attenzione insolita verso un punto preciso della sua mamma umana Barbara Guerra, come se percepisse qualcosa che gli altri non vedevano. Quel comportamento ripetuto ha spinto la donna a sottoporsi a controlli più approfonditi.

Da lì è arrivata una diagnosi che le ha cambiato la vita: tumore al pancreas. Una scoperta difficile ma che fin da subito ha cambiato la sua vita. E proprio da quel gesto istintivo del suo cane è iniziato un percorso che ha portato Barbara fino alla sala operatoria dell’ospedale Ca’ Foncello, dove mercoledì 15 aprile ha potuto riabbracciare Joy dopo l’intervento.

Barbara Guerra, l’abbraccio in ospedale con il suo cane Joy

La scena del loro incontro ha trasformato per qualche minuto una stanza d’ospedale in un luogo ricco di emozione. Medici e infermieri hanno assistito a un momento che andava oltre la routine ospedaliera: Joy scodinzolava senza sosta, incapace di contenere la felicità, mentre Barbara la stringeva forte, ancora provata dall’operazione ma sollevata nel ritrovare la sua compagna di sempre.

Barbara ha raccontato con parole semplici e dirette quanto Joy sia stata determinante nel suo percorso: “Io sono Barbara Guerra, lei è Joy è il mio cane, la mia grande amica. La gioia è la cosa più banale che potrei dire, però lei è tutto per me. Se non hai qualcuno è difficile affrontare qualsiasi malattia”.

“Poi se hai anche un tumore al pancreas e si sa che magari non tutti riescono a uscirne, eh serve il supporto morale non solo delle persone a fianco ma anche il supporto morale del proprio amico a quattro zampe”. Una testimonianza che restituisce tutta la profondità di un rapporto che va oltre l’affetto quotidiano.

Per Barbara, Joy è diventata parte integrante della cura, un sostegno emotivo costante: “Diciamo che lei è la mia pet therapy e la mia psicologa perché tramite lei riesco a scaricare le tensioni, i malumori, le gioie, tutto. Lei assume queste cose e le fa per sé e poi le scarica automaticamente”. Anche durante il ricovero, la mancanza del cane è stata difficile da sopportare: “Allora, io sono ricoverata dal giorno di Pasquetta. Il martedì poi m’hanno operato e non vedevo l’ora di rivederla”.

L’incontro è stato possibile grazie a un lungo confronto con l’azienda sanitaria, che ha permesso di creare condizioni sicure per il ricongiungimento. Ora Barbara si prepara alla chemioterapia, ma questa volta non sarà sola. Joy continuerà ad accompagnarla, ricordando che la cura passa anche attraverso legami profondi, capaci di dare coraggio e, in questo caso, di salvare una vita.

Exit mobile version