Oggi a distanza di un anno l’Italia piangeva la morte di Fratel Biagio Conte. Un dolore grandissimo per il nostro Paese ma in particolar modo per Palermo che abbraccia ancor oggi un uomo immenso che non ha mai abbandonato la sua terra.
Da sempre amico dei più fragili, dei più poveri ma anche di chi aveva bisogno di un aiuto in giro per i vari paesi. Fratel Biagio non si mai tirato indietro, seguendo le orme di San Francesco è arrivato fino ad Assisi pronto a fondare le sue varie missioni di speranza.
Precisamente un anno fa, il 12 gennaio del 2023 perdeva la vita tra il dolore di tutte le persone che gli volevano bene e che hanno seguito con amore tutta la sua missione umanitaria. Nel giorno del suo ricordo, Monsignor Michele Pennisi, nonché arcivescovo emerito di Monreale, ha voluto ripercorrere la sua storia è il miracolo di Lourdes che l’ha visto protagonista.
Biagio Conte, un anno dalla sua morte: Il miracolo della guarigione a Lourdes
Michele Pennisi ricorda come fosse ieri il primo incontro avuto con Biagio: “lo incontrai per la prima volta nel 2003, quando si tenne a Palermo la Marcia nazionale per la pace e rimasi colpito perché era su una sedia a rotelle”.
“Poi l’ho rincontrato nell’estate del 2014 al Rimini al Meeting per l’amicizia tra i popoli. Dopo la grazia della sua guarigione a Lourdes che lo aveva rimesso in piedi, e fui colpito dai suoi occhi azzurri. Dal suo sguardo luminoso e dal suo sorriso, che non dimenticherò mai più”.
Fu proprio Fratel Biagio Conte a ricevere un miracolo dalla Madonna di Lourdes a quale si era recato per pregare e per aiutare il prossimo. Quest’ultimo infatti, torno dal suo viaggio completamente ristabilito spiegando la grazia che lo aveva aiutato ad uscire da un lungo periodo di sofferenza.
A confermare quanto accaduto, anche Giovanna Geraci nonché moglie del primo dirigente di polizia Mario Bignone. La donna infatti, ha spiegato: “Io c’ero in quei giorni a Lourdes con Biagio Conte, per assistere i malati. Ricordo che si parlò, subito, di qualcosa di prodigioso, ma la notizia sarebbe stata data successivamente. Lui stesso ci chiese di non diffondere nessun particolare, di non rivelare niente”.
A ricordare invece l’ultimo respiro e gli ultimi istanti di vita di Fratel Biagio è stato il volontario Luciano come riporta l’Avvenire: “Erano le 6.45, quando c’è stato l’ultimo respiro di Biagio. Si è spento con dolcezza. Poco prima, si era girato nel letto. Poi, quel respiro leggero. Ho capito, ho dato un’occhiata all’orologio e ho avvertito gli altri. Fratel Biagio era andato in pace”.