L’organizzazione del calendario scolastico 2026/2027 sembrava ormai definita, con l’apertura e la chiusura delle lezioni già stabilite da molte amministrazioni locali. Gli istituti avevano programmato attività, scrutini e riunioni sulla base delle indicazioni diffuse mesi fa, considerandole ormai consolidate.
Un elemento sopraggiunto successivamente, però, potrebbe modificare gli equilibri e costringere alcune Regioni a rivedere le date già comunicate alle famiglie. Secondo quanto riportato da OrizzonteScuola.it, il dettaglio riguarda l’avvio dell’Esame di Stato, che quest’anno subisce un’ulteriore variazione rispetto alle precedenti edizioni.
Cambiano le date del calendari scolastico in diverse Regioni: I dettagli

Il Ministero dell’Istruzione ha infatti fissato al 16 giugno 2027 la prima prova della Maturità, anticipando ulteriormente l’inizio dell’esame rispetto agli anni scorsi. Negli ultimi quattro anni si era passati dal 21 giugno del 2023 al 19 giugno del 2024, per poi stabilire il 18 giugno sia nel 2025 sia nel 2026.
Questo nuovo anticipo crea difficoltà operative in diversi territori. A Bolzano, ad esempio, il calendario provinciale prevedeva lezioni fino al 16 giugno, data che ora coincide esattamente con l’avvio dell’esame: una sovrapposizione che rende inevitabile una revisione ufficiale. In Veneto, dove l’ultimo giorno di scuola è fissato al 12 giugno, ai consigli di classe rimarrebbe soltanto la mattina del lunedì successivo per completare gli scrutini.
Problemi analoghi emergono nelle regioni che hanno programmato la chiusura delle lezioni al 10 giugno, tra cui Piemonte, Toscana e Sicilia. In questi casi si valuta una deroga limitata alle classi quinte, consentendo loro di terminare in anticipo per permettere la preparazione degli esami, mentre il resto degli studenti manterrebbe il calendario ordinario.
Un dirigente scolastico torinese ha confermato che “un margine di manovra esiste”, pur riconoscendo le difficoltà organizzative nei licei più grandi. Situazione simile, seppur meno critica, riguarda Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Molise e Valle d’Aosta, che chiuderanno il 9 giugno.
Il gruppo più ampio di regioni – Lombardia, Lazio, Campania, Puglia, Sardegna, Basilicata, Calabria, Liguria, Umbria e Provincia di Trento – terminerà le lezioni l’8 giugno. Una settimana di margine potrebbe non essere sufficiente negli istituti con numerose classi e scrutini complessi. Solo Emilia-Romagna e Marche, che chiuderanno il 5 giugno, dispongono di oltre dieci giorni lavorativi per gestire con calma tutte le procedure amministrative.








