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Calendario scolastico 2026, stop ai tre mesi di vacanze estive: Cosa cambia e le novità

Uno dei dibattiti del momento è quello che interessa la riforma del calendario scolastico italiano, il tutto dovuto alle dichiarazioni della ministra del Turismo Daniela Santanchè. Al centro della discussione ci sarebbe la necessità di ripensare ai tempi della didattica, così che si possa favorire una maggiore flessibilità nei flussi turistici nazionali.

L’obiettivo sarebbe quello di superare l’attuale modello che vede le pause solamente nel periodo estivo e durante le feste natalizie, prendendo esempio dagli standard europei. Questo cambiamento darebbe modo alle famiglie di viaggiare in periodi di bassa stagione, riducendo l’impatto del caro prezzi e degli affollamenti.

Nonostante questo, ha subito sollevato svariate critiche da parte delle opposizioni e del mondo sindacale, che hanno subito posto l’accento sulle carenze strutturali delle scuole e sulle sfide dal cambiamento climatico. Ecco quanto è stato dichiarato dai diretti interessati.

Calendario Scolastico 2026: Addio ai tre mesi di vacanze estive? I dettagli

La ministra Santanchè ha subito voluto porre l’accento sulla sua visione. Per farlo, ha sfruttato il Forum internazionale del turismo a Milano: “Abbiamo bisogno di un allineamento graduale del calendario scolastico, è fondamentale per destagionalizzare il turismo”.

Successivamente, la ministra ha spiegato come la struttura attuale penalizza i viaggiatori: “Il nostro calendario concentra le vacanze principalmente in due periodi dell’anno, a differenza di quanto avviene nella maggior parte degli altri Paesi occidentali”.

La risposta è subito giunta da Elisabetta Piccolotti (AVS) che ha subito posto il punto sul problema delle temperature nelle aule: “Non è pensabile, in territori dove non è raro assistere ad ondate di calore che portano le temperature sopra i 30 gradi già a giugno e ancora a settembre”. Il Movimento 5 Stelle ha poi voluto sottolineare che su tratta di una proposta fuori contesto per “un Paese con scuole che cadono a pezzi, stipendi ridicoli e studenti lasciati indietro”.

Ma non solo, perché anche il sindacato Anief, ha ribaltato la prospettiva turistica a favore di quella climatica. Il presidente Marcello Pacifico ha infatti dichiarato che cambiare è necessario “alla luce del cambiamento climatico e preso atto delle infrastrutture delle nostre scuole, non tanto per i flussi turistici”.

Il sindacalista ha poi voluto concludere, mettendo il punto su di una condizione imprescindibile per la fattibilità del progetto: “In assenza di risposte adeguate, bisogna iniziare le lezioni più tardi e finirle in anticipo recuperando le ore durante l’anno”, ribadendo con fermezza che rimane “impensabile rimanere aperti d’estate”.

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