L’aglio è sicuramente una delle coltivazioni più utili da avere a casa propria, questo per le sue incredibili proprietà antisettiche ma come coltivare questa pianta? Già dai tempi più antichi i medici lo utilizzavano per “bagnare” le mascherine e proteggersi dalle infezioni, e ancora oggi viene utilizzato all’interno dei piatti per le sue proprietà curative.
Oltre ad essere un alimento ricco di proprietà benefiche contro l’ipertensione, i parassiti, l’influenza ed il raffreddore, è anche ottimo come antiossidante e antitumorale. Si tratta di una pianta che può essere coltivata anche nel nostro giardino, o semplicemente sul terrazzo.
Tutto il processo di coltivazione, dalla semina fino alla raccolta, può essere tranquillamente effettuato da chiunque grazie alla incredibile facilità delle varie fasi. L’importante è scegliere la tipologia di aglio migliore per il clima in cui ci troviamo.
Come coltivare l’aglio in casa con uno spicchio: I trucchi della nonna
Per dare inizio alla nostra coltivazione bisogna prima di tutto scegliere la tipologia migliore, ad esempio per chi si trova in Europa meridionale la migliore è l’Allium sativum, pianta perenne molto utilizzata in cucina per insaporire i cibi. Mentre in Italia tra le specie più comuni abbiamo: l’Allium vineale, l’Allium ursinum, l’Allium fragrans, l’Allium oreaceum; mentre tra le più conosciute del nostro Paese ci sono: l’aglio di Caraglio, l’aglio bianco piacentino, l’aglio rosso di Sulmona, l’aglio bianco di Vessalico, l’aglio rosso di Nubia.
Una volta scelta la tipologia bisogna selezionare i bulbilli che possono tranquillamente essere acquistati in negozi specializzati oppure su interne, ma si possono ottenere tranquillamente dall’aglio che usiamo per cucinare. Sono da interrare a circa 3 cm di profondità con la punta verso l’alto, i vari bulbilli devono essere sistemati in file parallele con una distanza di circa 25-40 cm. Il miglior periodo per piantarli è tra novembre e marzo.
A questo punto, è molto importante evitare che l’aglio da utilizzare in cucina non vada in fiore, tagliando gli steli non appena sono in bocciolo. A questo punto, quando le foglie saranno completamente secche, sarà tempo di raccoglierli. La pianta deve essere estirpata e lasciata essiccare all’aria aperta per 1 settimana.
Quando sarà passato questo periodo, sarà possibile prelevare i bulbi e ripulirli dal fogliame, dalle radici e dalle tuniche esterne. Per la conservazione consigliamo una temperatura compresa tra i 16 e i 22 gradi con un’umidità moderata ed un’ottima circolazione di aria e abbastanza illuminato.