La storia di Suor Annie Devlin è il racconto di un percorso spirituale iniziato negli Stati Uniti e terminato nella consacrazione religiosa tra le Missionarie di San Carlo grazie al dono di San Giovanni Paolo II.
La religiosa, che ha pronunciato i voti definitivi a Roma il 9 aprile, è cresciuta a Long Island, nello Stato di New York, come ultima di sei figli all’interno di una famiglia profondamente cattolica. Fin dall’infanzia ha osservato nei genitori una testimonianza concreta di fede, espressa attraverso la fedeltà al bene, alla verità e alla giustizia.
Durante gli anni universitari, tuttavia, la presenza di Cristo nella sua vita appariva ancora come qualcosa di scontato. Una svolta decisiva è arrivata grazie alla sorella, il cui incontro con alcuni francescani ha cambiato radicalmente la sua esistenza fino alla scelta della vita consacrata.
Suor Annie e il dono ricevuto da San Giovanni Paolo II

Proprio osservando questa trasformazione, Annie ha iniziato a interrogarsi più profondamente sul significato della fede. Ricorda in particolare un momento di forte consapevolezza interiore, quando ha compreso: “O Cristo è tutto o non è niente”.
Successivamente si è trasferita in California per dedicarsi al lavoro e alla sua grande passione per la corsa agonistica. In quel periodo ha cominciato a frequentare una chiesa dove era presente l’adorazione eucaristica perpetua. Lì il suo cammino spirituale si è intensificato, trasformando le domande iniziali in una ricerca sempre più personale. Da “Chi sei mai tu?” e “Chi sono io per te?” è maturata una certezza che avrebbe segnato il suo futuro: “Tu sei tutto e io sono tua”.
L’esperienza di questo incontro ha cambiato profondamente le sue priorità. Ha aderito a iniziative di evangelizzazione rivolte ai giovani, ha lavorato in ambito parrocchiale e ha approfondito la propria formazione attraverso letture e studi. Un ruolo importante nel suo cammino lo hanno avuto gli scritti di Giovanni Paolo II, che l’hanno spinta a iscriversi all’Istituto Giovanni Paolo II di Washington. In quel contesto ha conosciuto la Fraternità San Carlo e il movimento di Comunione e Liberazione, rimanendo colpita dalla radicalità della loro esperienza cristiana.
scoperta delle Missionarie di San Carlo ha rappresentato la risposta cercata. Leggendo il libro Il nostro volto, Annie ha pensato: “Se questo luogo esiste veramente, allora c’è un posto in questo mondo per me!”. Entrata nella casa di formazione nel 2011, oggi svolge il servizio di segretaria generale dell’istituto e continua a vivere una vocazione che riassume con queste parole: Cristo “dona tutto, esige tutto, si nasconde in tutto, splende in tutto”.






