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El Niño porta caldo record fino ad ottobre: Cosa accadrà il prossimo autunno in Italia

Il fenomeno di El Niño sta mostrando un’accelerazione significativa nel Pacifico equatoriale, e secondo l’ultimo Global Seasonal Climate Update dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale potrebbe diventare il principale fattore di disturbo del clima globale tra agosto e ottobre 2026.

Gli esperti ritengono che questo episodio abbia le caratteristiche per trasformarsi in un “Super El Niño”, una versione particolarmente intensa che potrebbe spingere le temperature medie globali mensili oltre la soglia critica dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali entro l’inizio del 2027.

El Niño porta caldo fino ad ottobre sull’Italia: Le previsioni

Le proiezioni stagionali indicano anche la possibile formazione di un Dipolo positivo dell’Oceano Indiano, un fenomeno che si manifesta con acque più calde nella parte occidentale e più fredde nella porzione orientale del bacino.

La combinazione tra un El Niño molto forte e un IOD positivo potrebbe amplificare il cambiamento climatico, aumentando la frequenza di eventi importanti. Tra le conseguenze previste figurano siccità prolungate, precipitazioni, alluvioni improvvise e un incremento della possibilità di incendi boschivi, soprattutto nei Paesi che si affacciano sull’Oceano Indiano, già esposti a oscillazioni climatiche di grande intensità.

In questo scenario, il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha lanciato un avvertimento particolarmente netto. “El Niño non è più solo alle nostre porte: è già entrato in casa e sta alzando la temperatura. E questo è soltanto l’inizio – ha detto il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres -. El Niño si sta rafforzando, alimentando un pianeta già in fia**e tra ondate di caldo, inc***di e mari mai così caldi. I combustibili fossili stanno alimentando questa crisi. L’espansione di carbone, petrolio e gas deve fermarsi. Più combustibili fossili significheranno un futuro ancora più pe****so”.

Sebbene l’epicentro del fenomeno sia lontano dall’Europa, un El Niño di questa intensità potrebbe influenzare anche il Mediterraneo. L’Italia, reduce da un’estate caratterizzata da temperature elevate e da un mare eccezionalmente caldo, potrebbe vivere un autunno più instabile del previsto. L’arrivo delle prime perturbazioni atlantiche o nord-europee troverebbe un ambiente predisposto a forti contrasti termici, con la possibilità di generare fenomeni intensi.

In queste condizioni aumenta la probabilità di precipitazioni abbondanti, nubifragi, temporali autorigeneranti e alluvioni lampo, soprattutto nelle zone costiere e nelle regioni più esposte. La combinazione tra aria umida, mare caldo e correnti più fresche potrebbe rendere l’autunno 2026 particolarmente dinamico e, in alcuni casi, critico dal punto di vista meteorologico.

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