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Funerali Sandro Mazzola: L’ultimo saluto tra applausi e tifosi fuori dalla chiesa

Milano ha dato l’ultimo commosso saluto a Sandro Mazzola, storico simbolo dell’Inter e della Nazionale italiana, scomparso all’età di 83 anni. I funerali si sono svolti nella Basilica di Sant’Ambrogio, dove fin dalle ore precedenti all’inizio della cerimonia si sono radunati amici, familiari, tifosi ed ex protagonisti del calcio italiano.

In segno di rispetto, sia Milano sia Vedano al Lambro, città in cui l’ex campione viveva, hanno proclamato il lutto cittadino con le bandiere esposte a mezz’asta. Per volontà della famiglia, la celebrazione si è svolta nel massimo riserbo, con il divieto di effettuare fotografie e riprese video all’interno della chiesa.

Sandro Mazzola, i funerali tra applausi e tifosi

Davanti alla basilica si è formato un lungo e silenzioso pellegrinaggio di sostenitori che hanno voluto rendere omaggio a una delle figure più amate della storia nerazzurra. Tra i presenti numerosi ex compagni e protagonisti del calcio italiano, oltre ai rappresentanti delle istituzioni sportive.

Hanno partecipato, tra gli altri, Giuseppe Bergomi, Aristide Guarneri, Nevio Scala, il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, Javier Zanetti, Giovanni Malagò, il presidente del Milan Paolo Scaroni e l’ex attaccante rossonero Daniele Massaro.

Profonda l’emozione nelle testimonianze raccolte prima della funzione religiosa. “Lui era l’Inter. Ogni volta che veniva alla ‘Pinetina’ ci motivava. Quando arrivava lui e lo vedevamo insieme a Giacinto Facchetti era piu” bello starli a guardare che allenarci”, ha ricordato Ivan Ramiro Cordoba. Anche Sebastien Frey ha voluto sottolineare il legame speciale con l’ex campione: “I suoi valori, il suo attaccamento e senso di appartenenza che fino all’ultimo, finché ha potuto, ha cercato di trasmetterci. Sono così grato di averlo ricordato nella mia vita. Grazie a lui sono arrivato in Italia, è stato il mio padre spirituale”.

Nel ricordare la sua figura, l’Inter ha sottolineato il valore storico di Mazzola attraverso una nota ufficiale: “È stato uno dei più grandi calciatori della storia. Non solo di quella nerazzurra. È stato la storia dell’Inter: ci è entrato da ragazzino e non ci è più uscito”.

Una carriera straordinaria, iniziata dopo la tragedia di Superga che colpì la sua famiglia, e proseguita con successi memorabili tra Scudetti, Coppe dei Campioni e Coppe Intercontinentali. Dopo il ritiro ha continuato a servire il calcio come dirigente e opinionista, lasciando un’eredità che va ben oltre i risultati ottenuti sul campo.

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