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Giulietta, svolta a Bacoli: la cagnolina accolta dalla famiglia che l’ha protetta. Accertamenti in corso

Il caso e la svolta di Giulietta, la cagnolina ritrovata a Bacoli in condizioni importanti, ha seguito un percorso istituzionale rapido e strutturato. Dopo le prime segnalazioni, il Comune ha avviato una serie di atti formali che hanno portato alla trasmissione alla Procura di Napoli di una comunicazione di notizia di quanto accaduto.

Il sindaco Josi Gerardo Della Ragione ha spiegato che la documentazione inviata contiene testimonianze, ricostruzioni e tutti gli elementi utili a chiarire i mal*****nti subiti dal pelosetto. L’attività è stata svolta in collaborazione con Polizia Municipale, Carabinieri e associazioni animaliste, grazie anche al contributo dei cittadini. Ecco tutti i dettagli.

Svolta nel caso della cagnolina Giulietta a Bacoli

Parallelamente, l’amministrazione ha approfondito la situazione di un secondo cane segnalato nella stessa zona. I sopralluoghi effettuati in più giornate, con la partecipazione di Asl, forze dell’ordine e volontari, non avrebbero evidenziato condizioni riconducibili a ma*****enti.

Questo riscontro ha permesso di circoscrivere meglio il quadro dei fatti, mentre l’attenzione pubblica cresceva a livello nazionale. Un passaggio decisivo è arrivato con l’affidamento ufficiale di Giulietta alla famiglia che l’ha accolta fin dal primo momento. La nomina di custodia giudiziaria rappresenta, secondo il Sindaco, una prima vittoria concreta, perché garantisce continuità nelle cure e tutela l’animale nel contesto che l’ha protetta.

La famiglia, inizialmente riservata, ha poi aperto un profilo social dedicato a Giulietta per aggiornare chi sta seguendo la vicenda. Le condizioni della cagnolina restano l’aspetto più delicato. Dopo quanto subito, Giulietta è stata sottoposta a terapie costanti e monitoraggi veterinari.

Gli aggiornamenti condivisi indicano una risposta positiva alle cure, anche se il percorso di recupero richiederà tempo e attenzione. L’indignazione suscitata dal caso ha favorito una mobilitazione collettiva tra istituzioni, volontari e cittadini, con l’obiettivo di accertare ogni responsabilità.

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