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Il miracolo della Madonna della Guida e il ricordo dell’uomo sopravvissuto al Ponte Morandi

La storia di Gianluca Ardini resta una delle più forti e importanti legate al crollo del Ponte Morandi e al miracolo della Madonna della Guida. Sono passati anni da quella tragedia, ma il ricordo di quelle ore drammatiche è ancora vivido e carico di significato. Oggi Gianluca guarda avanti con la forza di chi ha conosciuto la paura più grande e ha trovato nel futuro una ragione per rinascere.

Il destino di questo giovane commerciante genovese si è intrecciato con la cronaca di uno dei giorni più bui della storia recente italiana. La sua vicenda personale, segnata da dolore, speranza e rinascita, continua a emozionare e a ispirare chi l’ascolta.

Oggi Gianluca non è più solamente il ragazzo bloccato tra le ma***ie, ma un padre che abbraccia la vita con gratitudine. Accanto alla compagna Giulia e al piccolo Pietro, costruisce un presente fatto di affetti e di nuovi sogni da realizzare.

La testimonianza di Gianluca Ardini e il miracolo della Madonna della Guida

Il 14 agosto 2018 Gianluca rimase bloccato per quattro interminabili ore tra i resti del suo furgone, precipitato per 40 metri dal ponte Morandi. Accanto a lui c’era il collega che purtroppo non ce l’ha fatta, mentre lui pregava senza sosta ripetendo al vigile del fuoco che lo stava soccorrendo: “Non posso morire perché devo conoscere mio figlio”.

Un mese dopo, il 13 settembre, la fidanzata Giulia diede alla luce Pietro. Gianluca era ancora ricoverato in ospedale, “ma con il cuore e con la vita ero lì con loro”, racconta. “E oggi che quel piccolo lo tengo tra le braccia mi sento un miracolato”.

Fortunatamente, quest’oggi quel brutto evento fa parte del passato, e la famiglia è diventata il centro della sua nuova vita: “I suoi sorrisi”, confida parlando del figlio, “sono la mia miglior medicina e Giulia è stata una compagna coraggiosa ed eccezionale”.

Con il quarto mese di vita di Pietro, Gianluca ha sentito il bisogno di ringraziare la Madonna della Guardia: “Ho la certezza che da lassù mi abbia custodito. Guardando i quadri dei miracoli appesi alle pareti del santuario ho pensato: “Tra quelli ci sono anche io”. Oggi, realizzato il suo più grande sogno, ne coltiva un altro: “Incontrare Papa Francesco perché ci metta una mano sulla testa, ci benedica e per sempre ci protegga”. Tutto questo, è stato raccontato durante un’intervista rilasciata a Famiglia Crisitiana.

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