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Quando l’anima abbandona il corpo dopo la morte: La lettera dall’aldilà che tutti vorremmo leggere

Quando l’anima abbandona il corpo

Quando l’anima abbandona il corpo dopo la morte è sempre un grandissimo dolore che difficilmente riusciamo ad accettare e a metabolizzare. Lasciare andare una persona a noi cara non sempre è facile, proprio per questo oggi vogliamo riportarvi una lunga lettera scritta da Henry Scott Holland che ci aiuterà ad affrontare questo dilaniante momento.

L’autore di questa lunga lettera ci da la possibilità di metabolizzare e capire in parte ciò che accade quando l’anima abbandona il corpo di qualcuno a noi caro. Tutti almeno una volta dovrebbero leggere queste dolci ma allo stesso tempo importanti parole.

Apriamo il nostro cuore e durante la lettura diamo la possibilità a queste parole di entrarci dentro e di scavare nel nostro dolore più profondo per liberarcene al meglio. Sul testo scritto da Henry Scott Holland non ci sono molte informazioni in merito ma, la sua scrittura sarà eterna.

Quando l’anima abbandona il corpo dopo la morte: la lettera

Quando l’anima abbandona il corpo

La bellissima lettera scritta da Henry Scott Holland inizia così:

I bambini malati terminali, subito prima della morte incominciano a rendersi conto, che sono in grado di lasciare il loro corpo fisico, ed hanno quelle che noi chiamiamo “esperienze extra-corporee”. È durante queste uscite dal corpo che i pazienti in fin di vita, si rendono conto della presenza di certi esseri che li circondano, che li guidano e li aiutano. La Chiesa li chiama Angeli custodi… Sono le nostre guide!

Ogni essere umano, viene accompagnato e aiutato da queste guide o angeli, sia durante la vita, che nel passaggio finale della morte ed anche oltre. Inoltre, tutti noi saremo ricevuti da coloro che abbiamo amato e che ci hanno preceduto nella morte.

Per questo motivo nessuno muore da solo, c’è sempre qualcuno che ci tende la mano pronto ad accompagnarci in uno nuovo viaggio. Inoltre, quando lasciamo il nostro corpo fisico prima della morte, ci troviamo in una condizione in cui lo spazio e il tempo non esistono.

Un po’ come un limbo in cui tutto si ferma e ruota attorno a noi… E in questa condizione paranormale che difficilmente la mente umana capisce. In questo spazio infinito siamo liberi di essere ovunque e con chiunque vogliamo.

Siamo proprio lì, accanto a loro, ai nostri cari! Ed anche se essi non percepiscono la nostra presenza, noi cerchiamo di alleviare il dolore presente nei loro cuori… È come se ci trovassimo nello stesso posto ma in una dimensione diverse: Una dimensione celeste che ci permette di amplificare l’amore per chi abbiamo lasciato!

La preghiera all’interno della lettera di Henry Scott Holland

All’interno della bellissima lettera troviamo anche una lunga preghiera che vogliamo condividere con voi. Ecco di seguito la dolce supplica nei confronti delle persone che non ci sono più dopo che la loro anima ha abbandonato il loro corpo.

Non restare a piangere sulla mia tomba. Non sono lì, non dormo. Quello che senti non è dolore: è amore! Sono mille venti che soffiano, sono la scintilla diamante sulla neve, sono la luce del sole sul grano maturo. Sono la pioggerellina d’autunno.

Quando ti svegli nella quiete del mattino… sono le stelle che brillano la notte. Non piangere per me ricordati che anche se non mi vedi io sono sempre lì. A farti compagnia, ad asciugare le tue lacrime e a tenerti per mano!

La morte non è niente, sono solo scivolato nella porta accanto. Io sono io e tu sei tu. Qualunque cosa fossimo l’uno per l’altro. Lo siamo ancora, chiamami con il mio nome che mi hai sempre dato. Parlami nel modo più semplice come hai sempre fatto. Non usare nessuna differenza nel tuo tono. Non indossare nessun’aria forzata o solenne dolore.

Ridi come abbiamo sempre riso, alle piccole battute che abbiamo sempre apprezzato insieme. Gioca, ridi, pensami e prega per me, fa che il mio nome sia sempre la parola familiare che è sempre stato. Pronuncialo senza dolore, senza il fantasma dell’ombra in esso. La vita significa tutto ciò che è sempre stata. C’é un’assoluta continuità ininterrotta. Cos’è la morte se non un incidente trascurabile?

Perché dovrei essere impazzito, perché nessuno mi vede? Ti sto aspettando… Da qualche parte molto vicino, sono solo dietro l’angolo, tu non puoi vedermi ma io sono sempre accanto a te, è tutto a posto. Niente è passato; niente è perduto, è solo questione di tempo e tutto sarà com’era prima. Rideremo di nuovo assieme, ci incontreremo di nuovo, ci abbracceremo ancora e ci ameremo più di prima, grazie ad un amore nuovo e più vigoroso.

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