Un’ondata di commozione e fede ha segnato la comunità di Durazzo dopo la straordinaria e inspiegabile guarigione di una bambina di sette anni, Luljeta Balaj, affetta da una patologia cardiaca congenita.
La famiglia e l’équipe medica avevano ormai perso ogni speranza, ma quella che molti non esitano a definire una miracolosa intercessione di Sant’Anna ha restituito la piccola alla vita e riaccendendo la fede di un’intera città.
Luljeta era ricoverata da mesi presso l’ospedale di Durazzo, le sue condizioni peggioravano di giorno in giorno. I tentativi dei medici di stabilizzare la sua situazione erano risultati vani, lasciando i genitori, Fatime e Bekim, in uno stato di tristezza.
Il miracolo è poi avvenuto grazie all’intercessione di Sant’Anna e alle preghiere instancabili dei genitori che non hanno mai perso la fede e la speranza.
Sant’Anna e la guarigione di una bambina: Il racconto dei genitori e il miracolo
“Ci avevano detto che non c’era più nulla da fare, che dovevamo prepararci ad un finale triste” ha raccontato con la voce ancora rotta dalle lacrime la madre di Luljeta, Fatime, stringendo a sé la figlia, ora visibilmente in salute e sorridente. “Abbiamo pregato Sant’Anna con tutto il nostro cuore, notte e giorno, davanti alla sua immagine che abbiamo in casa, chiedendo un segno, una speranza” spiega la mamma.
Secondo il racconto dettagliato dei genitori e le testimonianze concordi del personale sanitario che ha seguito il caso, la svolta decisiva avvenne la notte del 23 luglio, proprio alla vigilia della sentitissima festa di Sant’Anna.
Luljeta ha mostrato un improvviso e totalmente inspiegabile miglioramento. I parametri vitali si sono normalizzati in poche ore e il cuore, prima compromesso, ha ripreso a funzionare con una regolarità sorprendente, come se la malattia non fosse mai avvenuta.
La notizia si è diffusa rapidamente, trasformando la storia della piccola Luljeta in un faro di fede e speranza non solo per Durazzo ma per l’intera Albania. La comunità locale si era stretta attorno alla famiglia Balaj, celebrando quello che è già considerato un evento straordinario, destinato a rimanere scolpito nella memoria collettiva come testimonianza della forza della fede.