Dal giorno 1° aprile 2026, entrerà in vigore la nuova legge che dirà addio definitivamente il servizio di sharing dei monopattini. Certamente una notizia che farà felici molte persone considerando l’utilizzo sconsiderato che in molti ne facevano.
Non sarà quindi più possibile noleggiare e spostarsi per le strade del capoluogo toscano su di essi. Dopo ben due proroghe e ben 4 anni di sperimentazione, l’amministrazione comune ha finalmente deciso di terminare il servizio. Probabilmente questa scelta andrà ad interessare, in futuro, anche le altre regioni.
Si tratta di una scelta formalizzata con una delibera della giunta a firma dell’assessore alla Mobilità Andrea Giorgio, arrivata alla luce di quelle che sono state le ultime modifiche a quella che è la normativa nazionale e delle criticità che sono state riscontrate. Ecco le dichiarazioni della sindaca.
Addio ai monopattini elettrici: La nuova legge in vigore dal 1° aprile

La Sindaca Sara Funaro, ha dichiarato che: “Stiamo lavorando molto sul tema della sicurezza stradale, che per noi è sempre stata una priorità. Dopo l’introduzione dell’obbligo del casco e nell’impossibilità di garantire la disponibilità degli strumenti previsti dalla legge anche tramite i controlli della Polizia municipale, abbiamo deciso di fermare lo sharing dei monopattini. Il nostro obiettivo è garantire un uso sicuro e responsabile dei mezzi”.
A incidere in modo importante è stato il nuovo Codice della strada, che dal 2024 obbliga l’utilizzo del casco, oltre che al contrassegno identificativo e alla copertura assicurativa. Si tratta di regione che nella città di Firenze rendono molto difficile utilizzare il monopattino.
L’assessore Giorgio ha poi sottolineato che: “Lo sharing resta fondamentale per la mobilità della nostra città e i numeri lo dimostrano ma le modifiche al Codice rendono molto difficile per gli operatori garantire ciò che la legge richiede. A questo si aggiungono gli usi scorretti: monopattini in contromano, sui marciapiedi, in due persone o parcheggiati male. Per questo abbiamo deciso di non proseguire la sperimentazione”.








