Il nuovo Codice della Strada compie un passo decisivo verso l’approvazione definitiva dopo il via libera del Consiglio dei Ministri, arrivato poco prima della scadenza della delega prevista per il 14 ottobre.
Tra le modifiche più significative spicca la revisione del sistema delle sanzioni per eccesso di velocità, con un principio che il Governo definisce basato su “multe più basse, ma eque”. L’obiettivo è rendere le sanzioni più proporzionate alla reale gravità dell’infrazione, differenziando maggiormente i comportamenti dei conducenti.
Nuovo Codice della Strada: Cosa cambia dalle multe alle patenti
La novità principale riguarda il calcolo delle multe per chi supera i limiti consentiti. La nuova impostazione prevede un incremento di 10 euro per ogni chilometro orario oltre il limite consentito, mentre sulle strade urbane con limiti di 30 o 50 km/h l’aumento sarà di 5 euro per ogni chilometro in eccesso.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha evidenziato come l’attuale sistema possa punire allo stesso modo infrazioni molto diverse. Ad esempio, su una strada con limite di 50 km/h, sia chi viaggia a 61 km/h sia chi raggiunge i 90 km/h rischia oggi una sanzione compresa tra 163 e 694 euro. Con le nuove regole, invece, il primo automobilista verserebbe 55 euro, mentre il secondo ne pagherebbe 200.
Cambierà anche la struttura generale delle sanzioni. Le fasce attualmente previste saranno ridotte da 82 a 21, con importi che partiranno da un minimo di 25 euro e potranno arrivare fino a 40 mila euro per le infrazioni considerate più importanti. Novità anche per le notifiche delle multe rilevate da dispositivi elettronici: il termine per la comunicazione scenderà a 45 giorni. I verbali saranno caricati sulla piattaforma digitale “Send” della Pubblica Amministrazione, ma chi non utilizza strumenti digitali continuerà a riceverli in formato cartaceo.
Le novità su patente e libretto
Il nuovo testo introduce ulteriori cambiamenti per assicurazione, documenti di circolazione e motociclisti. In caso di mancanza della copertura assicurativa, non scatterà più automaticamente il sequestro del mezzo, ma un divieto di circolazione a tempo indeterminato. Per le moto viene autorizzato l’utilizzo della corsia d’emergenza in presenza di incidenti o rallentamenti, mentre gli automobilisti dovranno favorire il passaggio dei motociclisti e dei mezzi di soccorso creando una sorta di corsia libera tra i veicoli in coda. Prosegue inoltre il piano per l’installazione delle barriere salva-motociclisti e resta obbligatoria per tutti i Comuni l’adesione alla piattaforma nazionale del CUDE per le persone con disabilità.
Tra le innovazioni più attese figura la digitalizzazione dei controlli su patente e libretto. Gli automobilisti non saranno più obbligati a portare sempre con sé questi documenti, poiché le forze dell’ordine potranno verificarne la validità attraverso le banche dati nazionali. Il Codice introduce inoltre il termine “sinistro” in sostituzione di “incidente”, sottolineando che molti eventi stradali sono conseguenza di comportamenti prevedibili e non semplici fatalità.
Novità anche per gli ausiliari della sosta, che dopo specifica abilitazione potranno gestire il traffico e rilevare alcuni tipi di sinistro. Infine, viene estesa fino a 70 anni l’età massima per la guida professionale di camion e autobus, con controlli medici periodici e limitazioni per gli autotrasportatori oltre tale soglia.