Con l’arrivo dell’autunno torna anche il consueto ritorno dell’ora solare con tutti i suoi vantaggi e svantaggi. Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre si passerà dall’ora legale all’ora solare: alle 3 del mattino le lancette andranno riportate alle 2.
I dispositivi digitali effettueranno l’aggiornamento automaticamente, mentre per orologi e apparecchi analogici sarà necessario intervenire manualmente. Il ritorno all’ora solare resterà valido fino alla notte tra il 28 e il 29 marzo 2026, quando entrerà nuovamente in vigore l’ora legale con lo spostamento in avanti delle lancette.
Questo cambiamento nel corso degli anni ha, in più occasioni, messo in discussione quali siano i reali vantaggi ma anche svantaggi del cambio dell’ora. Di seguito andiamo ad analizzare quali sono i fattori positivi e negativi di questa modifica che avverrà negli ultimi giorni di ottobre.
Vantaggi e svantaggi dell’ora solare: Lo studio degli esperti

Per molti cittadini il cambiamento rappresenta un vantaggio immediato, poiché consente di dormire un’ora in più. Secondo alcuni esperti, questo cambiamento potrebbe avere risultati positivi sull’organismo. “Sessanta preziosi minuti di riposo in più. Il sonno è il nostro farmaco più potente, basta una sola ora di relax in più per far crollare il cortisolo riducendo le malattie stress-correlate, come l’infarto“, afferma Piero Barbanti, neurologo e direttore Unità per la Cura e la Ricerca su Cefalee e Dolore dell’Irccs San Raffaele di Roma.
Lo specialista richiama inoltre alcune ricerche scientifiche che evidenziano come il lunedì successivo al ritorno dell’ora solare registri il minor numero di infarti cardiaci dell’anno.
Di posizione opposta è la Società italiana di medicina ambientale (Sima), che da tempo sostiene la permanenza dell’ora legale per tutto l’anno. Insieme a Consumerismo No Profit, l’associazione ha promosso una raccolta firme che ha già superato le 350mila adesioni. “Il passaggio determina ripercussioni negative sulla salute umana” spiega il presidente Sima, Alessandro Miani.
“Si altera la ritmicità circadiana, ossia l’orologio biologico del nostro organismo che, in assenza di segnali provenienti dall’ambiente esterno, completa il proprio ciclo in circa 24 ore. Il mancato rispetto di questi ritmi naturali ha risultati sulla pressione arteriosa e la frequenza cardiaca: diversi studi hanno attestato una correlazione tra cambio di orario e patologie cardiache, con l’Università di Stoccolma che ha riportato un’incidenza del +4% di attacchi cardiaci nella settimana successiva all’introduzione dell’ora solare. Si registrano poi problemi del sonno in una consistente fetta di popolazione, con conseguenze negative su concentrazione e umore e quindi su rendimento scolastico, efficienza sul lavoro, relazioni personali, ecc.” conclude Miani.
I vantaggi elettrici e la possibile abolizione
Sul fronte energetico, i dati diffusi da Terna evidenziano risultati significativi durante i sette mesi di applicazione dell’ora legale. Secondo la società che gestisce la rete elettrica nazionale, il minor utilizzo di energia ha consentito un risparmio di 310 milioni di kWh, equivalenti al fabbisogno annuo medio di circa 120 mila famiglie.
Il vantaggio economico stimato supera i 90 milioni di euro, mentre le emissioni evitate ammontano a circa 145 mila tonnellate di anidride carbonica. Considerando il periodo compreso tra il 2004 e il 2025, il beneficio complessivo è stato quantificato in oltre 12 miliardi di kWh di energia risparmiata e circa 2,3 miliardi di euro di risparmio per i cittadini.
Intanto il dibattito europeo sull’abolizione del cambio stagionale dell’ora resta fermo da anni. La proposta avanzata dalla Commissione europea nel 2018, sostenuta da una consultazione pubblica che raccolse 4,6 milioni di risposte, non ha mai trovato una conclusione condivisa tra gli Stati membri.
Nelle ultime settimane la Spagna è tornata a chiedere una revisione del sistema. “Cambiare l’ora due volte all’anno non ha più senso” ha detto Pedro Sanchez, primo ministro della Spagna, in campo contro il ritorno dell’ora solare. Madrid ritiene che l’evoluzione tecnologica, economica e sociale abbia reso superato il meccanismo introdotto decenni fa e invita l’Unione Europea ad affrontare nuovamente una questione che continua a dividere esperti, governi e cittadini.








