La Capitale Romana si è inaspettatamente ritrovata ad essere la protagonista di una trasformazione cromatica e sonora senza precedenti, legata alla presenza dei Parrocchetti che si muovono veloci tra gli alberi della città.
Quello che potrebbe sembrare un semplice stormo o una migrazione è in realtà una colonia stabile di migliaia di volatili che hanno scelto i parchi romani come nuova casa.
Il professor Bruno Cignini, esperto dell’Università di Tor Vergata, ha deciso di spiegare attraverso un’intervista come questa invasione, seppur pacifica, stia ridisegnando in qualche modo gli equilibri della fauna urbana.
Parrocchetti a Roma: Come si sono diffusi

La comprensione del fenomeno parte dalla distinzione tra i protagonisti di questo spostamento. Non si tratta di un gruppo omogeneo, ma di due specie ben differenti che, nonostante abbiano in comune il colore verde e la socialità, possiedono origini, dimensioni e abitudini di nidificazione molto distinte.
L’esperto, ha spiegato ai microfoni di Fanapge.it quella che può essere la motivazione, e per farlo ha deciso di fare subito una precisazione, sfatando un mito comune: “Non appartengono a una, ma a due specie diverse, anche se spesso le persone non li distinguono”. Da un lato c’è il parrocchetto monaco, che costruisce nidi “condominiali” di rametti, dall’altro quello dal collare, che preferisce le cavità già esistenti.
La storia della loro diffusione è legata a casi di abbandono, come quello avvenuto presso il parco della Caffarella durante gli anni ’80. Cignini ha infatti voluto riportare alla memoria l’episodio di un negozio di abbigliamento: “Quando il negozio ha fallito, invece di prendersi cura degli animali, li ha lasciati lì, con la voliera aperta e se ne è andato”.
Quello che più sta creando maggiori preoccupazioni è la capacità di stabilirsi di questi uccelli, poiché occupano gli spazi vitali di uccelli autoctoni come storni e picchi. “Ora si stanno spostando ancora, colonizzando anche le cavità artificiali, degli edifici, come quelle che ospitano le tapparelle alle finestre”, ha avvertito Cignini, aggiungendo che “Oggi tutte le cavità del Colosseo sono occupate dai parrocchetti”.
L’espansione verso le campagne sta preoccupando non poco il settore agricolo, poiché potrebbero causare dei possibili danni alle colture di germogli e frutti. La risoluzione del problema richiederà un impegno politico e scientifico: “Sicuramente, se dovessero continuare ad espandersi diventando un problema, dovranno essere le istituzioni a prendere le redini della situazione”.








