Il battesimo di Gesù nel Giordano, raccontato da Marco continua a interrogare studiosi e credenti soprattutto sul perché fu scelto proprio San Giovanni Battista per questo momento così importante.
Il battesimo compiuto da Giovanni non era ancora quello cristiano, che sarebbe stato istituito solo da Gesù. Eppure il gesto, apparentemente superfluo per Lui, diventa un passaggio decisivo nella rivelazione del suo ruolo nella storia della salvezza.
Secondo la tradizione biblica, quel momento non riguarda la purificazione personale di Cristo, ma la manifestazione del disegno del Padre. Gesù si presenta come il punto di raccordo tra Antico e Nuovo Testamento, ricapitolando ciò che era stato annunciato e inaugurando ciò che sarebbe stato compiuto.
San Giovanni Battista, perché fu lui a battezzare Gesù
Il battesimo ricevuto da Giovanni assume così un valore simbolico e teologico: “Dio perdona, salva e ama attraverso il Figlio, che rende visibile la continuità del Suo progetto”. È un gesto che non aggiunge nulla alla santità di Cristo, ma che rivela il modo in cui Dio sceglie di agire nella storia.
Questa logica è la stessa che attraversa la liturgia cristiana. Come ricorda Sant’Agostino, ripreso dal Prefazio della Messa, “i nostri canti non aggiungono nulla a ciò che Tu sei. Ma ci avvicinano a Te, per Cristo nostro Signore”. La preghiera non modifica Dio, ma trasforma chi la pronuncia.
La liturgia, infatti, non è un semplice insieme di riti, ma un percorso che modella il credente. Non produce miracoli ma opera una trasformazione lenta, capace di orientare pensieri, scelte e comportamenti.
Chi pratica quotidianamente la preghiera al Santo sperimenta questa trasformazione in modo concreto. Gesù scelse proprio San Giovanni Battista per il suo battesimo anche grazie alla profezia a lui dedicata e al compito di predicare e anticipare l’arrivo del Messia ancor prima della sua nascita nel grembo materno.