Negli ultimi giorni un tema molto importante ha visto protagonisti i nostri amici a quattro zampe ovvero l’oncologia veterinaria. Il nostro legame sempre più stretto con loro, unito all’aumento dell’aspettativa di vita, porta però con sé anche un problema crescente ovvero la possibilità di malattie.
Una malattia che oggi non è più rara né eccezionale, ma rappresenta una delle principali cause di preoccupazione nei confronti dei nostri cani. I numeri degli esperti parlano chiaro: un cane adulto su quattro svilupperà un tumore nel corso della sua vita e, dopo i dieci anni, la probabilità sfiora il 50%.
Nonostante dati così evidenti, la diagnosi arriva spesso tardi, non per mancanza di segnali, ma perché molti sintomi vengono confusi con il normale invecchiamento. Di seguito andiamo a leggere insieme le parole dell’esperta.
Oncologia veterinaria e l’importanza della prevenzione
Molti tumori, però, vengono individuati solo in fase avanzata, quando le possibilità terapeutiche si riducono e la qualità della vita dell’animale è più difficile. La diagnosi tardiva è spesso legata alla sottovalutazione dei sintomi.
Le forme tumorali più frequenti nel cane includono tumori mammari, linfomi, mastocitomi, melanomi, osteosarcomi ed emangiosarcomi. Nei gatti, invece, prevalgono linfomi, tumori mammari e carcinomi a cellule squamose. La predisposizione genetica gioca un ruolo rilevante.
“Alcune razze mostrano una maggiore predisposizione a sviluppare determinati tipi di cancro. Ad esempio, i Golden retriever e i Boxer presentano un’incidenza più elevata di linfomi, emangiosarcomi e mastocitomi, mentre razze di grande taglia come il San Bernardo o l’Alano sono maggiormente predisposti agli osteosarcomi”, spiega la dottoressa Paola Valenti.
Accanto alla genetica, incidono anche fattori ambientali e comportamentali. La steri****ne precoce riduce il rischio di tumori nelle femmine, mentre esposizione solare, obesità, sedentarietà possono aumentare la probabilità di sviluppare neoplasie. Una corretta prevenzione passa quindi anche attraverso scelte di vita consapevoli.
Il nodo centrale resta però il riconoscimento precoce dei sintomi. “Molti proprietari tendono a normalizzare cambiamenti nel comportamento o nella salute dei loro animali come parte dell’invecchiamento”.
“Tuttavia, sintomi come perdita di appetito, rapido dimagrimento, masse o gonfiori addominali, ferite che non guariscono o stanchezza eccessiva possono essere indicatori di cancro e meritano sempre una valutazione veterinaria. Una diagnosi tempestiva ci permette di offrire più opzioni terapeutiche e, soprattutto, di preservare la qualità della vita dell’animale per più tempo”, termina Valenti.