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Processionaria, i consigli degli esperti: Come riconoscerla e proteggere persone e animali

Con l’arrivo della stagione primaverile, le uscite con il cane diventano più frequenti e piacevoli, ma proprio in questo periodo è importante fare attenzione alla classica processionaria. Le temperature più miti degli ultimi anni hanno anticipato il ciclo di questo insetto, che può scendere dagli alberi già da febbraio, ritrovandosi nei prati e lungo i marciapiedi.

Proprio per questo motivo, è importante comprendere quanto questo insetto possa creare problemi all’uomo ma soprattutto ai nostri amici a quattro zampe. A spiegarlo sono stati gli sperti che, hanno rilasciato alcuni importanti consigli per riconoscerla e proteggere i nostri fidati cani.

Processionaria, come riconoscerla e proteggere il nostro cane

foto via freepik

La processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) è un bruco lungo pochi centimetri, noto per il suo caratteristico movimento in fila indiana. Sebbene sia associata principalmente ai pini, può infestare anche querce, faggi, castagni, betulle e persino alberi ornamentali presenti nei parchi cittadini.

La presenza dei nidi, simili a batuffoli bianchi tra i rami, è un segnale evidente di infestazione e indica che l’area dovrebbe essere evitata. La diffusione in contesti urbani rende il fenomeno più comune di quanto si creda.

Il problema maggiore per i cani non deriva dal bruco in sé, ma dai peli urticanti che ricoprono il suo corpo. Questi minuscoli filamenti, dotati di uncini e contenenti traumatoproteina, possono creare reazioni infiammatorie molto intense.

Quando il cane annusa o tocca la larva, i peli si fissano alle mucose e rilasciano istamina. I sintomi possono manifestarsi rapidamente: ipersalivazione, gonfiore della lingua, vomito, difficoltà respiratorie, febbre e nei casi problemi più gravi.

Come proteggere il nostro cane dalla processionaria

Un aspetto spesso ignorato è che il contatto può avvenire anche senza toccare direttamente il bruco. I peli urticanti, infatti, possono disperdersi nell’aria e raggiungere il cane attraverso il vento. L’inalazione può causare tosse, starnuti e problemi respiratori, rendendo difficile anche una semplice sosta in un’area contaminata. Per questo motivo è essenziale prestare attenzione all’ambiente circostante durante le passeggiate.

In caso di contatto, la rapidità dell’intervento è fondamentale. Bisogna allontanarsi subito dalla zona e sciacquare la bocca del cane con abbondante acqua, utilizzando guanti per evitare il contatto diretto.

Il getto deve essere orientato verso l’esterno per impedire l’ingestione di acqua contaminata. Dopo il primo soccorso è indispensabile rivolgersi immediatamente al veterinario, che potrà valutare la situazione e intervenire con le terapie più adatte.

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