Rincari sulle ferie,aumenti fino al 20% per le vacanze .Oggi 1° Giugno in teoria dovrebbe partire ufficialmente la stagione estiva per il settore turistico. Ma al momento è difficile fare delle previsioni su come andrà.
Quello che è certo è che gli italiani che vorranno andare in vacanza quest’anno troveranno ad attenderli un bel po di rincari sui prezzi. L’allarme è stato lanciato dal Codacons e riportato da Repubblica. Costi di sanificazione, distanziamento sociale e riduzione dei turisti potrebbe portare ad un aumento dei prezzi anche fino al 20%.
Secondo il Codacons se l’anno scorso una vacanza costava ad esempio 736 euro, quest’anno la stessa potrebbe arrivare fino a 883 euro. A partire dal settore della ristorazione, i più colpiti dai costi di sanificazione e rispetto del distanziamento sociale, dove ci si attende un aumento delle tariffe fino all’8%.
Anche i settori dei trasporti lieviteranno il costo delle tariffe. Si va da un +12% per il settore aereo fino ad un +15% per quello navale.
Rincari sulle ferie: ci saranno un po ovunque
Aumenti che riguarderanno anche i costi collaterali come quello della benzina. Se durante il lockdown, quando le persone non potevano uscire, si è registrata una riduzione drastica del costo al litro, già da qualche giorno si stanno verificando degli aumenti, seppur di pochi centesimi.
Rincari che ci saranno anche sui lidi balneari. Come spiega il sindacato di categoria sarà un aumento inevitabile. Si stima che soltanto il 20% degli italiani potrà andare in vacanza e il numero di turisti stranieri che arriveranno in Italia è ancora sconosciuto.
Quindi sopratutto in stabilimenti dove le spiagge sono abbastanza limitate potrebbero verificarsi aumenti anche fino al 10% visto che le postazioni si ridurranno.
Mentre dove le spiagge sono molto ampie, come in Veneto e in costiera romagnola, gli stabilimenti pur avendo i costi di sanificazione, potranno permettersi di non ritoccare le tariffe.
Ma i rincari non sono soltanto nel turismo. Diversi consumatori si sono lamentati per aver trovato rincari del 20-25% per sedute dall’estetista o dal parrucchiere. Anche il settore alimentare non è indenne, con costi di frutta fresca e surgelati che stanno facendo registrare aumenti.