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San Carlo Acutis, le parole della tata che lo guidò verso la fede: “Così ha conosciuto Gesù”

La vita dei santi spesso si intreccia con persone semplici che, senza saperlo, diventano strumenti di grazia come accaduto a San Carlo Acutis. Piccoli gesti, parole sussurrate e attenzioni quotidiane possono accendere la luce della fede nel cuore di un bambino. È ciò che è accaduto a Carlo Acutis, il giovane proclamato santo, il cui cammino spirituale è stato segnato anche da un incontro speciale.

Nei primi anni della sua vita, quando ancora tutto sembrava un gioco, accanto a lui c’era una ragazza polacca di nome Beata. Una presenza discreta ma costante, una tata che non solo lo accudiva, ma che con naturalezza gli trasmise un dono prezioso: l’amore per Dio. Proprio attraverso lei, Carlo scoprì il volto di Gesù e la dolcezza della Madonna.

Beata Anna Sperczyńska era arrivata in Italia come ragazza alla pari, cercando nuove esperienze. Assunta inizialmente dai nonni di Carlo, trovò in quella famiglia un piccolo bimbo curioso e dal cuore aperto, con cui trascorreva intere giornate. Non poteva immaginare che quel bambino un giorno sarebbe diventato un santo venerato in tutto il mondo.

San Carlo Acutis, le parole inedite della sua tata

Il legame tra i due crebbe giorno dopo giorno. Beata racconta con emozione la prima volta che portò Carlo nella chiesa di Santa Maria Segreta, a Milano. Fu un gesto spontaneo, quasi naturale, ma lì nacque qualcosa di profondo: il piccolo voleva tornare ogni giorno per “salutare Gesù”. Sebbene i genitori inizialmente non fossero credenti e rimproverassero la tata, nulla riuscì a spegnere il desiderio del bambino di avvicinarsi alla fede.

La babysitter gli insegnò le prime preghiere, cominciando dall’“Angelo di Dio” in polacco, e pian piano lo condusse alla Messa, alla devozione mariana e all’amore per il Rosario. Gli mostrò l’immagine della Madonna Nera di Częstochowa, tanto amata in Polonia, trasmettendogli la stessa venerazione.

Un giorno, durante una festa di compleanno, alcuni bambini presero in giro Beata per la corona del rosario che portava al collo. Ma Carlo, con la sua dolcezza, le disse che quella era la collana più bella del mondo. Parole semplici, che rivelavano già la luce di un’anima capace di vedere la bellezza della fede, seminata in lui da una giovane ragazza venuta da lontano.

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