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San Giovanni Paolo II e la Pasqua: le riflessioni più commoventi del Santo

Nell’anniversario della morte di San Giovanni Paolo II, avvenuta alla vigilia della festa della Divina Misericordia, torna naturale ripercorrere alcuni dei suoi pensieri Pasquali, capaci ancora oggi di illuminare il mistero della Resurrezione.

Il 2 aprile 2005, alle 21.37, il Pontefice si spense nel Palazzo Apostolico Vaticano, proprio nel giorno che lui stesso aveva voluto dedicare alla Divina Misericordia. La coincidenza tra la sua morte e quella celebrazione contribuì fin da subito a dare alla sua figura un’aura di profonda spiritualità e continuità con il messaggio che aveva annunciato per tutta la vita.

La sera precedente alla sua scomparsa, migliaia di persone si radunarono spontaneamente in piazza San Pietro per accompagnarlo negli ultimi momenti. Di seguito ecco i suoi pensieri sulla Pasqua e le sue parole mai dimenticate.

Le riflessioni Pasquali di San Giovanni Paolo II prima della sua morte

La finestra illuminata dell’appartamento papale, dietro la quale Giovanni Paolo II combatteva la sua ultima battaglia. Trasmetteva una speranza silenziosa ma potente, capace di unire in un’unica preghiera tutti coloro che erano accorsi per salutarlo.

In piazza si respirava un clima di raccoglimento profondo. La tristezza per la sua imminente morte si mescolava alla gratitudine per il suo lungo pontificato. Gruppi di giovani recitavano il rosario, altri intonavano canti sommessi, mentre le candele accese punteggiavano la notte.

Ovunque si vedevano volti commossi, bandiere, sacchi a pelo, segni di una veglia che sembrava non dover finire. Era un popolo in cammino, unito dal desiderio di restare vicino al suo pastore fino all’ultimo istante.

Il giorno dei funerali, l’8 aprile, davanti ai maxi schermi, mentre il vento sfogliava le pagine del Vangelo appoggiato sulla bara, tornarono alla mente le parole che Giovanni Paolo II dedicò durante la veglia del 19 agosto 2000: “In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità. Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate. La bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso”.

“Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. È Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale. Il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna.”

Le parole dedicate alla Pasqua

Nel ricordarlo oggi, si ripercorrono alcune sue omelie pasquali, nelle quali emerge con forza il cuore del suo annuncio: “Questa è la notte che ci salva dall’oscurità del male. Questa è la notte in cui hai vinto le tenebre del peccato! Questa è la notte in cui Cristo ha distrutto la morte, e dagli inferi risorge vittorioso! (…) Felice colpa che meritò un così grande salvatore, felice colpa!” Parole che continuano a risuonare come un invito a vivere la Pasqua non come un ricordo, ma come una realtà capace di trasformare la vita.

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