La mistica Santa Caterina Labourè nel corso della sua vita ha raccolto la testimonianza e la prima apparizione la Madonna della Medaglia Miracolosa. La nota mistica francese nata il 2 maggio del 1806 e morta il 31 dicembre del 1876 durante la sua esistenza ha fondato il culo della Medaglia Miracolosa dopo aver visto la Vergine Maria proprio davanti ai suoi occhi.
È proprio dopo la sua apparizione datata tra il 18 e il 19 luglio del 1830 che quest’ultima ideò e creò la Medaglia che raffigurava la stessa Maria Santissima. A riportare quanto accaduto è la stessa Santa Caterina all’interno dei suoi scritti del 1856 ovvero a distanza di circa ventisei anni dalla prima apparizione e della visione della Madonna.
Santa Caterina Labourè, la prima apparizione della Medaglia Miracolosa
Caterina ha sempre desiderato di vedere con i propri occhi la Santissima Vergine, con il desiderio di poterle parlare e di poterle esprimere tutto il suo grandissimo affetto. All’interno dei suoi diari la Religiosa afferma: ““Alle 11 e mezzo della sera, mi sentii chiamare per nome: “sorella, sorella”. Mi sveglio, guardo dal lato da cui veniva la voce, cioè dalla parte del passaggio accanto al letto. Vidi un bambino sui quattro o cinque anni, biancovestito che mi dice “vieni alla Cappella, la Santa Vergine vi aspetta (….)”.
“Lo seguii e irradiava una gran luce ovunque passava. La mia sorpresa crebbe, quando, giunta alla porta della Cappella, questa si aprì appena il fanciullo l’ebbe toccata con la punta di un dito (….)”.
È proprio a distanza di tempo che quest’ultima ha poi spiegato l’apparizione della Madonna della Madonna della Medaglia Miracolosa. Quest’ultima ha spiegato: “Il bambino mi disse: “Ecco la vergine Santa, eccola”. Sentii come un fruscio di una veste di seta venire dalla parte della tribuna, presso il quadro di San Giuseppe”.
“Venne una Signora a sedersi sui gradini dell’altare, dal lato del Vangelo, in una poltrona simile a quella di Sant’Anna, ma quella Signora non era Sant’Anna. (….). Alzai gli occhi in volto alla Vergine e feci un balzo verso di lei, gettandomi in ginocchio e poggiando le mani sulle ginocchia della Santissima Vergine. Quello fu il momento più dolce della mia vita. Ella mi insegnò come regolarmi con il Direttore e come comportarmi nelle mie pene (….). Tornai a dormire verso le due del mattino, ma non riuscii a prendere più sonno”.
La rivelazione della Mistica di Caterina
Nel 1876 la Suora ha poi scritto una lunga relazione proprio in merito all’apparizione dando dettagli ed una visione completa dell’evento. Proseguendo ha così affermato: “Figlia mia, il Buon Dio vuole affidarti una missione (….), avrai molto da soffrire. Le regole non sono osservate, vi è una grande rilassatezza nelle due Comunità”
“Dillo a colui che è incaricato di voi (Padre Aladel), sebbene non sia superiore. Fra qualche tempo la Comunità gli sarà affidata in modo particolare. Egli deve fare tutto il possibile per rimettere la regola in vigore. (….). Allorché la regola sarà rimessa in vigore, vi sarà una Comunità che verrò ad unirsi alla tua. Di che la ricevano” prosegue la Santa.
Proseguendo: “Dio le benedirà ed esse vi godranno una grande pace. Sopraggiungeranno grandi mali, il pericolo sarà grande, ma non temete perché la protezione di Dio e di San Vincenzo è sempre su di voi e vi accorderò molte grazie (….)”.
“Non sarà così per tutte le Comunità, vi saranno delle vittime (….), Monsignore Arcivescovo morrà, figlia mia la croce sarà disprezzata, il sangue colerà. A questo punto la Santa Vergine aveva dipinta sul viso la sofferenza e non riusciva più a parlare. Ella aggiunse che il mondo intero sarà nella tristezza. Io pensavo fra quanti anni tutto ciò sarebbe successo ed avevo compreso fra quarant’anni”. (….) (Recit autographe de Soeur Catherine, in CLM 1, doc. n° 637, p. 352)”.