Santa Lea di Roma è la padrona delle vedove ma anche di tutte le figure che fino ad oggi hanno deciso di dedicare tutta la loro vita a Dio ma soprattutto ad aiutare il prossimo. Un insegnamento della bontà d’animo ma anche del grande amore che si può provare per i più poveri e per le persone che hanno bisogno di sostegno.
Quest’ultima era nata nella Capitale nel IV secolo nonché da una famiglia particolarmente nobile che, aveva purtroppo perso suo marito da giovanissima. È proprio questo triste avvenimento che cambiò per sempre la sua vita che, prese una piega sempre più verso la fede e verso la parola di Dio.
Tutta la vita di Santa Lea è stata dedicata al prossimo ma anche all’aiuto delle persone più bisognose che, cercavano una figura di sostegno.
Santa Lea da Roma, la fede per il Signore e la vita dedicata ai più poveri
Nel corso della sua vita, Lea in più occasioni rifiutò un secondo matrimonio, decidendo di dedicare consacramente tutta la sua vita a Dio. Quest’ultima, inoltre, decise di dedicarsi all’aiuto delle persone più povere e dei bisognosi.
Per questo motivo, decise di abbandonare la vita fatta di ricchezza e lussuosa per dedicarsi alla preghiera ma soprattutto alla carità e all’assistenza dei poveri. Santa Lea insieme ad altre donne seguì l’esempio di Santa Marcella seguendo una vita semplice e povera ma ricca di solidarietà e di grandi valori della fede.
La sua bontà d’animo la distinse da tutte le altre giovani, insegnando loro la fede e l’importanza di aiutare il prossimo. La anta perse la vita nel 384 ad Ostia lasciando a tutti noi un vero e proprio esempio di grande dedizione ma anche di ispirazione per le generazioni future.
La sua vita, il suo grande cuore e le immense fede unità alla bontà d’animo continuano ad essere un grande segno di speranza e di amore in questo mondo sempre più difficile.