Una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.3 ha segnato il nord dell’Afghanistan nella notte tra il 2 e il 3 novembre, precisamente alle 00:58 ora locale. L’epicentro è stato localizzato a circa 35 chilometri da Khulm, nei pressi della città di Mazar-e-Sharif, nella provincia di Balkh, una zona densamente popolata con oltre mezzo milione di abitanti.
Secondo i dati forniti dallo United States Geological Survey, la profondità del sisma è stimata intorno ai 10 chilometri, un valore che contribuisce a spiegare l’intensità delle scosse avvertite anche a Kabul, distante centinaia di chilometri.
Di seguito ecco tutti i dettagli in merito ai danni, ma anche agli ultimi aggiornamenti che riguardano le vittime e le persone rimaste disperse.
Forte scossa di terremoto in Afghanistan di magnitudo 6.3: Gli ultimi aggiornamenti

Il bilancio provvisorio delle vittime parla di almeno 20 morti e circa 320 feriti, come riferito dal portavoce del ministero della Salute del governo, Sharafat Zaman Amarkhail. Le autorità locali hanno disposto l’allerta massima per tutte le strutture ospedaliere, invitandole a garantire piena operatività per fronteggiare l’emergenza.
Il sisma ha creato interruzioni nella rete elettrica in diverse zone del Paese e ha causato danni significativi alla Moschea Blu di Mazar-e-Sharif, uno dei luoghi di culto più venerati dell’Afghanistan. La struttura, risalente al XV secolo e considerata il presunto luogo di sepoltura di importanti figure religiose, ha subito il distacco di elementi decorativi, in particolare da uno dei suoi minareti.
L’Afghanistan è storicamente soggetto a eventi sismici, soprattutto lungo la catena montuosa dell’Hindu Kush, dove si incontrano le placche tettoniche euroasiatica e indiana. Dal 1900, la regione nord-orientale ha registrato almeno 12 terremoti di magnitudo superiore a 7.
Tra gli episodi più recenti, si ricordano il sisma del 31 agosto 2025 nell’Afghanistan orientale, che causò oltre 2.200 vittime, e quello del 7 ottobre 2023, con una magnitudo identica e un bilancio di circa 4.000 morti. Questi eventi confermano la vulnerabilità sismica del Paese e la necessità di rafforzare le misure di prevenzione e risposta alle catastrofi naturali.








