A quasi quattordici anni dalla scomparsa di Marco Simoncelli, resta una tristezza per Claudio Costa, l’inventore della Clinica Mobile e leggenda della MotoGP. Il medico imolese, che ha curato generazioni di piloti, ha rivelato un ricordo inedito e toccante legato alla morte del “Sic” a Sepang, il 23 ottobre 2011.
Ospite nel podcast The BSMT di Gianluca Gazzoli, il Dottor Costa ha raccontato nei minimi dettagli quelle che sono state le ore successive al triste evento che ha, in un gesto compiuto in silenzio e fuori da ogni protocollo, rimanendo nella stria.
Simone Simoncelli, le commoventi parole del Dottor Costa

Il racconto ha unito la “superstizione profetica” che lo tormenta da anni alla gioia inattesa scaturita da un semplice documento. Nelle prossime righe, vi andremo a riportare quanto è stato raccontato durante la lunga chiacchierata all’interno del podcast.
Costa ha spiegato la sua convinzione riguardo alla “superstizione profetica”: “Non è una debolezza ma una forza, perché ti dà l’illusione di poter controllare una realtà che non è sempre favorevole all’uomo“. Il dettaglio che lo tormenta è legato a un gesto premonitore di Paolo Simoncelli: “Prima della gara in Malesia, Marco aveva in testa un asciugamano al contrario. Il padre lo buttò, considerandolo un segnale sfavorevole”.
Costa ha confessato: “Se ci fossi stato e avessi visto quell’asciugamano, gli avrei detto che gli dei quel giorno non lo aiutavano per vincere, ma che la prossima gara a Valencia sarebbe stato lui il vincitore“. Il racconto si sposta poi a Coriano, dove il corpo di Simoncelli è tornato in Italia. Costa ha confessato di aver compiuto un gesto “non regolare“: ha aperto la bara in casa Simoncelli, affinché la sorella potesse salutarlo per l’ultima volta.
In quel momento, Costa ha visto la relazione dell’autopsia. “Vidi un documento: nel capitolo farmacologico c’era scritto ‘no alco**l, no dr*gs’. Mi riempì di gioia, perché significava che Marco era rimasto un ragazzo pulito fino alla fine“, ha spiegato il Dottore.
Per Costa, quel foglio è stato un ultimo segno di purezza, a conferma che Marco non aveva mai tradito sé stesso, amando la sua famiglia e le “famiglie” che aveva creato nel box e nella Clinica Mobile. La tragedia, pur devastante, ha generato una luce, facendo diventare Marco un simbolo di coraggio e purezza che continua a vivere in chi vive di moto e passione.








