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Valeria Favorito, la storia della donna salvata da Fabrizio Frizzi: “Lui è stato il mio miracolo”

La storia di Valeria Favorito è entrata nelle case degli italiani grazie all’immenso gesto che Fabrizio Frizzi ha fatto nei suoi confronti per il quale, la sua vita è completamente cambiata. Le loro strade si sono incrociate nel lontano 2000 in un momento davvero difficile per la giovane donna.

Quest’ultima aveva solamente 11 anni quando le sue condizioni di salute la obbligarono a delle cure davvero importanti ma soprattutto difficili. A salvarle la vita infatti, è stato proprio il grandissimo cuore del noto conduttore tv che, le ha donato il proprio midollo donandole un vero e proprio miracolo.

A raccontare questo momento così importante che ha poi segnato tutta la sua vita è proprio la giovane Valeria Favorito che, non ha mai dimenticato l’animo gentile ed il sorriso di Fabrizio.

Valeria Favorito, salvata grazie al midollo di Fabrizio Frizzi

Il noto conduttore Rai scomparso nel lontano 2018 ha sempre dimostrato un animo buono, pronto ad aiutare il prossimo e indimenticabile. A confermarlo infatti, è proprio un gesto bellissimo che ha dato una nuova vita a Valeria Favorito che, nel 2000 aveva solamente 11 anni.

A raccontarlo come un vero e proprio miracolo è lei stessa: “Quando è scomparso nel 2018, se n’è andato via un pezzo del mio cuore. Gli sarò per sempre grata. A tre anni dal trapianto sentivo il desiderio di ringraziare il mio donatore. Per una legge del 2003 non potevo avere i suoi dati, ma potevo mandargli una lettera anonima. Ho ricevuto una lettera di risposta, era scritta al computer. La firma era cancellata, mi accorsi che si riusciva a leggere il nome e ho avuto la conferma che era Fabrizio”.

Valeria ha poi ricordato il loro incontro e il loro grandissimo abbraccio: “Nel 2006 si è tenuta a Verona, nella mia città, La partita del cuore, condotta da Fabrizio. Ho girato tutti gli hotel e i ristoranti, senza trovarlo. Sono andata allo stadio, volevo conoscerlo. Per un suo ritardo non sono riuscito ad incrociarlo. Finita la partita mi sono avvicinata ai cancelli e mi hanno fatta entrare a bordo campo. Lì ci siamo salutati, gli ho detto il mio nome e cognome e mi ha riconosciuta subito. Ci siamo abbracciati. È stato il giorno più bello della mia vita”.

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