L’ernia iatale, una condizione che interessa circa il 15% della popolazione italiana, si manifesta quando una parte dello stomaco risale nel torace attraverso un’apertura nel diaframma chiamata iato. Sebbene in molti casi possa essere asintomatica, la dottoressa Gaia Pellegatta, gastroenterologa in Humanitas, evidenzia come spesso possa causare disturbi significativi, compromettendo la qualità della vita. Una diagnosi precoce e una gestione mirata sono fondamentali per alleviare i sintomi e prevenire complicazioni.
I sintomi più comuni dell’ernia iatale sono strettamente legati al reflusso gastroesofageo. Si manifestano con bruciore di stomaco, rigurgito acido e dolore dietro lo sterno, spesso intensificati dopo i pasti o in posizione sdraiata. La dottoressa Pellegatta sottolinea anche la difficoltà a deglutire, la nausea e l’alitosi come campanelli d’allarme frequenti. Meno noti, ma altrettanto importanti, sono le palpitazioni cardiache.
Esistono anche sintomi meno specifici che meritano attenzione, come la perdita di peso involontaria, episodi ricorrenti di vomito e dolori intensi nella parte alta dell’addome.
Ernia iatale: diagnosi e cura
La diagnosi di ernia iatale viene effettuata tramite esami specialistici come l’esofagogastroduodenoscopia e la radiografia dell’esofago con mezzo di contrasto. Comprendere le cause è cruciale: l’allentamento dello iato può essere dovuto a fattori congeniti, all’avanzare dell’età, al sovrappeso o all’obesità e alla gravidanza. Anche traumi addominali, sforzi eccessivi durante l’evacuazione, tosse cronica, vomito frequente e determinate attività fisiche che aumentano la pressione addominale possono contribuire allo sviluppo dell’ernia.
Una gestione efficace dell’ernia iatale passa innanzitutto attraverso la modifica dello stile di vita e, in particolare, dell’alimentazione. La dottoressa Pellegatta consiglia di evitare cibi piccanti, fritti, grassi, insaccati, alcuni formaggi, salse e burro. Anche alimenti acidi o irritanti come pomodoro, agrumi, menta, cioccolato, caffè, tè e alcol dovrebbero essere limitati.
È preferibile fare pasti poco abbondanti e più frequenti, evitando di coricarsi subito dopo cena. È consigliabile cenare diverse ore prima di andare a dormire e mantenere una posizione eretta per almeno un’ora dopo i pasti serali. Smettere di fumare e intraprendere un percorso di dimagrimento, se necessario, sono passi ulteriori per migliorare la sintomatologia, in quanto fumo e obesità aggravano il problema.
Quando i sintomi sono lievi, il medico curante o il gastroenterologo possono indicare una terapia farmacologica a base di antiacidi e alginati. Nei casi più severi, possono essere prescritti farmaci come gli inibitori della pompa protonica e gli H2 antagonisti. Se la terapia farmacologica non dovesse essere sufficiente o in presenza di sintomi gravi, lo specialista potrebbe valutare l’intervento chirurgico in laparoscopia, una procedura minimamente invasiva che garantisce un recupero più rapido.
L’ernia iatale può incidere sulla qualità della vita, ma con un’attenta gestione dei sintomi, una dieta adeguata e, se necessario, un supporto medico specialistico, è possibile conviverci serenamente.