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I giorni della merla: perché si chiamano così

Arrivano i Giorni della Merla: Perché il 29, il 30 e il 31 vengono chiamati così? Ecco l'origine della leggenda che da il nomea questo periodo importante

by Gianluca Mercurio
23 Gennaio 2025
in Curiosità
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Che origine hanno i giorni della Merla? Quello che moltissimi di noi si chiedono è il motivo per il quale il 29,30 e 31 gennaio vengono chiamati con questo nome del tutto particolare. Essi sono i giorni nel quale l’inverno si dimostra più freddo rispetto al corso delle settimane precedenti e future.

Le leggende che ruotano attorno a questa curiosità sono infinite. Eppure, l’unica grande protagonista è lei, una Merla. La prima leggenda, pensate, risale a quando Gennaio non aveva ancora 31 giorni, bensì ne aveva soltanto 28. Per farvi capire quanto è antica.

Si narra che Gennaio fosse particolarmente scherzoso e un po’ invidioso, in particolar modo con una Merla, molto ammirata per il suo grande becco giallo e per le penne bianchissime. Di seguito vi lasciamo alla leggenda dei giorni della merla, una storia molto simpatica tratta dal web!

Giorni della merla: i più freddi dell’inverno

i giorni della merla

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Per questo Gennaio si divertiva a tormentarla! Tutte le volte che usciva in cerca di cibo egli scatenava bufera di neve e vento. Stufa di tutto questo un giorno la Merla andò da Gennaio e gli chiese:” Amico mio potresti durare un po’ di meno?”. Ma Gennaio rispose: “No, carissima proprio non posso. Il calendario è questo, e a me sono toccati solo 28 giorni.”

A questa risposta la Merla decise di farsi furba e l’anno seguente fece una bella scorta di cibo che infilò nel suo nido così che rimase per tutti i 28 giorni al riparo senza bisogno di uscire.

Allora la Merla uscì e cominciò a raggirare Gennaio: “Eh caro mio, quest’anno sono stata proprio bene, sempre al calduccio, e tu non hai potuto farmi congelare il becco nemmeno un giorno.”

Gennaio se la prese così tanto che andò dal fratello Febbraio, che aveva ben 31 giorni, e gli chiese in prestito 3 giorni.

Il fratello chiese: “ Cosa vuoi farne? “ e Gennaio rispose: “Ho da vendicarmi di una Merla impertinente. Stai a vedere”.

E così Gennaio tornò sulla terra e scatenò una tremenda bufera di neve. Durò per tutti i 3 giorni. La povera Merla, che era andata in giro a far provviste, per il forte vento non riuscì nemmeno a tornare al suo nido.

Trovato il comignolo di un camino, vi si rifugiò in cerca di un po’ di tepore. Trascorsi quei freddissimi 3 giorni uscì dal comignolo sana e salva ma le sue candide penne erano diventate tutte nere a causa del fumo e della fuliggine.

Da allora Gennaio ha sempre 31 giorni e i merli hanno sempre le piume nere. La seconda versione, ambientata nel capoluogo lombardo, ha come protagonisti un merlo, una merla e i loro tre figlioletti.

Erano venuti in città sul finire dell’estate e avevano sistemato il loro rifugio su un alto albero nel cortile di un palazzo situato in Porta Nuova e poi per l’inverno sotto una gronda, al riparo dalla neve che in quell’anno era particolarmente abbondante.

Il gelo rendeva difficile trovare le provvigioni così che il merlo volava da mattina a sera in cerca di cibo, che tuttavia scarseggiava sempre di più. Un giorno il merlo decise di volare ai confini di quella nevicata, per trovare un rifugio più mite per la sua famiglia. Intanto continuava a nevicare.

La merla, per proteggere i figlioletti intirizziti dal freddo, spostò il nido su un tetto vicino, dove fumava un comignolo da cui proveniva un po’ di tepore.

La tormenta tenne così lontano il merlo da casa per ben tre giorni (appunto gli ultimi tre di Gennaio). Quando tornò indietro, quasi non riconosceva più la consorte e i figlioletti erano diventati tutti neri per il fumo che emanava il camino.

Nel primo giorno di febbraio comparve finalmente un pallido sole e uscirono tutti dal nido invernale; anche il capofamiglia si era scurito a contatto con la fuliggine. Da allora i merli nacquero tutti neri; i merli bianchi diventarono un’eccezione di favola.

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