Ictus prevenzione. La medicina sta facendo passi da gigante negli ultimi anni soprattutto nel ramo della prevenzione. Prevenire l’insorgenza di malattie è molto meglio e molto più economico anziché curarle. L’ultima scoperta arriva dai ricercatori dell’Università Politecnica di Hong Kong che hanno evidenziato come una sorta di impronta digitale sulla retina di un occhio possa stabilire in anticipo se una persona è un soggetto a rischio ictus.
Lo studio, come riporta ilmeteo.it, pubblicato sulla rivista scientifica “Heart”, indica che la retina di un occhio ha 29 indicatori di salute vascolare. I ricercatori hanno analizzato cinque diverse categorie dei vasi: calibro, densità, torsione, angoli nelle ramificazioni e complessità del sistema. Inoltre, hanno valutato i classici fattori di rischio per l’ictus, come l’emoglobina glicata per monitorare i movimenti della glicemia, la pressione, il peso, il colesterolo e i fattori sociali ed economici che possono influire sul rischio.
I ricercatori hanno sottoposto al test 68.753 persone, analizzando il loro fondo oculare. Tra i soggetti esaminati, 749 hanno mostrato parametri che hanno evidenziato come negli ultimi 12 anni abbiano avuto un ictus. In questo modo è stato possibile stabilire chi effettivamente rischiava maggiormente un ictus.
Ictus prevenzione, ecco i soggetti più a rischio
Il test ha scoperto che le persone più anziane, di sesso maschile, fumatori, diabetiche e in sovrappeso, avevano una pressione sanguigna più alta e livelli più bassi di colesterolo “buono”, tutti fattori di rischio noti per l’ictus.
Pur trattandosi di uno studio osservazionale, questa scoperta apre importanti prospettive per la prevenzione. Basterà un semplice e indolore analisi del fondo oculare per poter stabilire in anticipo se un soggetto è a rischio malattie cardiovascolari.
E non parliamo solo di ictus ma anche di ipertensione, diabete, colesterolo. L’esame del fondo oculare permette di osservare le strutture situate dietro al cristallino, come il corpo vitreo, la retina (sia centrale che periferica) e la papilla ottica, ovvero la porzione del nervo ottico visibile nell’occhio. Viene effettuato con l’aiuto di un collirio per dilatare la pupilla e con strumenti come l’oftalmoscopio o la lampada a fessura e si utilizzano lenti che garantiscono una corretta messa a fuoco. È un test semplice e non invasivo.