Rita Tassone, residente a Fabrizia, ha vissuto per tredici anni su una sedia a rotelle senza poter camminare a causa di un importante malattia alle ossa. I medici in più occasioni avevano specificato di non poter fare nulla per poterla aiutare e guarire.
Era il 1981 quando, in condizioni critiche, si recò a Santa Domenica. A sostenerla, in quegli anni di dolore, fu soltanto la sua profonda fede. Il marito Michele, venuto a conoscenza delle numerose grazie e guarigioni avvenute allo Scoglio, decise di portare una fotografia della moglie a Fratel Cosimo.
È proprio grazie a questo gesto che, la vita di Rita cambiò completamente regalando quella che, a tutti gli effetti è una vera e propria grazia di fede. Ecco tutti i dettagli e quanto accaduto.
Rita Tassone, il miracolo della guarigione grazie alla Madonna dello Scoglio

La risposta di Fratel Cosimo non è esitata ad arrivare: “La mano dell’uomo non può fare nulla. Serve solo un miracolo”. E quel miracolo, secondo il racconto della coppia, si compì davvero.
“Mi disse le stesse parole che Gesù disse a Lazzaro: “alzati e cammina”” racconta la donna. Rita, sollevata dalla forza della fede, iniziò a camminare. Il marito cercò di aiutarla, temendo che potesse cadere dopo anni di immobilità e muscoli atrofizzati, ma Fratel Cosimo intervenne: “Non la toccate, lasciate che Gesù compia la sua opera”.
Rita scese i gradini, appoggiò le mani sullo Scoglio delle apparizioni e pregò. Poi risalì la scalinata, entrò nella cappella e si fermò in preghiera davanti al quadro della Vergine Maria. Solo al termine dell’estasi si rese conto del miracolo: “Ancora ora sono qui a ringraziare il Signore. Sto camminando e sto bene”.
La notizia della guarigione si diffuse rapidamente e fu certificata dal medico curante. Oggi Rita, insieme al marito Michele, è volontaria allo Scoglio e ogni settimana, dalla provincia di Vibo Valentia, si reca al Santuario della Locride per pregare e ringraziare la Madonna.
Michele ricorda il lungo cammino di fede: “Ci sono voluti molti anni di fede, di sofferenza e preghiere, per strappare il miracolo”. E aggiunge un monito ai pellegrini: “Molti vengono qui una volta sola pensando di tornare a casa guariti, e talvolta accade, ma non è sempre così. La nostra fede è stata messa a dura prova per anni, prima che il Signore ci concedesse la grazia”.








