Per moltissime persone, cani e gatti non sono solo dei semplici compagni ma dei veri e propri membri della famiglia per questo, superare un lutto che li vede protagonisti è sempre difficile ma perché?
Attraverso un recente studio pubblicato su PLOS One è stato dimostrato come la perdita di un animale possa scatenare il “disturbo da lutto prolungato“, ovvero una condizione riservata esclusivamente alla scomparsa di esseri umani.
La ricerca, condotta su un campione rappresentativo nel Regno Unito, ha messo in discussione i criteri del DSM-5-TR. Se il cuore del disturbo è la conclusione di un legame affettivo profondo, escludere gli animali non avrebbe più delle basi solide, considerando l’intensità della sofferenza rilevata.
Il lutto per un animale è difficile da superare ma perché? Le ragioni

I risultati hanno mostrato come il dolore per un animale domestico possa essere disfunzionale, mettendo a dura prova la vita sociale e lavorativa, proprio come il lutto per una persona cara. Ecco i punti più importanti emersi dall’analisi dei ricercatori britannici.
Lo studio ha dimostrato che il 7,5% di chi ha perso un animale soddisfa i criteri per il lutto patologico, si tratta di una percentuale che si riscontra per la morte di un partner o di un fratello. Per il 21% degli intervistati però, la perdita del proprio animale domestico è stata addirittura ancora più dolorosa.
I sintomi rilevati sono gli stessi: nostalgia persistente, senso di vuoto, rabbia e difficoltà a riprendere le attività quotidiane. Dal punto di vista psicopatologico, non emerge alcuna differenza nella natura del dolore, indipendentemente dal fatto che si tratta di un legame umano o animale.
Gli autori hanno poi sottolineato come il lutto per un animale sia spesso “non riconosciuto” e stigmatizzato, portando chi soffre a provare vergogna o addirittura isolamento. Si tratta di un vuoto normativo nella psichiatria, che impedisce a molte persone di ricevere un supporto adeguato può pesare quanto la perdita di un genitore.
In conclusione, i legami interspecie sono oggi centrali per la salute. Riconoscere ufficialmente questo lutto non è solamente un atto di civiltà verso i proprietari, ma una vera e propria necessità scientifica per trattare una sofferenza che la biologia, già dai tempi di Darwin, considera universale.








