Una vita segnata dalla fede e dal servizio agli altri, un sorriso che ha illuminato i momenti più difficili; questa è la storia di Suor Teresa, nata Anna Gelsomina Pernice, originaria di Santa Maria La Bruna, periferia di Torre del Greco. La sua figura continua a suscitare devozione e speranza.
Nata nel 1939, Suor Teresa crebbe in una famiglia semplice, profondamente legata alla religione. Fin da piccola mostrò un carattere altruista e una gioia contagiosa, qualità che l’avrebbero accompagnata per tutta la vita. A soli 17 anni decise di consacrarsi a Dio.
Il 16 aprile 2021 è stato aperto il processo di beatificazione, segno che la sua fama di santità non si è mai spenta. Attorno a lei, infatti, sono sempre circolati racconti di fede e presunti miracoli che, oggi, attirano l’attenzione della Chiesa e dei fedeli.
La guarigione di un uomo grazie a Suor Teresa Pernice

Nel 1956 entrò nel Monastero delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret a Napoli, scegliendo il nome di Suor Teresa. La sua missione la portò prima a Roma, dove incontrò Giovanni XXIII, e poi a Napoli, al Policlinico. Qui divenne il “angelo dell’ospedale” per la capacità di portare conforto ai malati con il suo sorriso e la sua presenza costante.
Suor Teresa morì nel 1966, a soli 27 anni, ma la sua memoria non si è mai spenta. Nel 2020, durante la pandemia, un uomo di Torre del Greco ricoverato per una grave forma di Covid avrebbe raccontato di aver visto la religiosa accanto al suo letto. “Non ti preoccupare, domani andrà tutto bene”, avrebbe detto la suora secondo la sua testimonianza. Il giorno dopo le sue condizioni migliorarono improvvisamente, evitando l’intubazione.
Questo episodio, insieme ad altri racconti di guarigioni, è ora al vaglio del postulatore Don Antonio Di Nardo. La comunità segue con emozione ogni passo, convinta che Suor Teresa possa diventare un nuovo esempio di santità per Torre del Greco. Il suo sorriso resta simbolo di speranza per chi cerca conforto nella fede.







