Il confronto sulla pressione fiscale in Italia torna al centro dell’attenzione con una proposta che punta a segnare direttamente i costi sostenuti da automobilisti e motociclisti in merito al bollo auto e alla sua possibile abolizione.
A rilanciare il tema è stato Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Affari Esteri, che ha delineato una strategia economica fondata su una riduzione significativa dei prelievi. La sua posizione riapre un dibattito che da anni accompagna la discussione politica, soprattutto quando si parla di tasse percepite come particolarmente pesanti dai cittadini.
In arrivo l’abolizione del bollo auto? Le novità e la proposta di legge

In un messaggio diffuso sui propri canali social, Tajani ha ribadito lo slogan “meno tasse, meno tasse, meno tasse”, inserendo l’abolizione del bollo auto e moto all’interno di un pacchetto più ampio. La proposta comprende anche l’alleggerimento della tassazione sulle tredicesime e la riduzione dell’aliquota Irpef dal 35 al 33% per i redditi fino a 60.000 euro. L’idea non rappresenta una novità assoluta: negli ultimi vent’anni diversi leader politici hanno avanzato progetti simili, senza però riuscire a trasformarli in misure concrete.
Già nel 2008 Silvio Berlusconi aveva annunciato l’intenzione di procedere a una graduale abolizione del bollo, tornando poi a proporre interventi analoghi nel 2012 e nel 2017. Sul fronte opposto, nel 2016 anche Matteo Renzi aveva espresso la volontà di eliminare la tassa automobilistica entro la fine della legislatura.
Nonostante il susseguirsi di governi e orientamenti politici differenti, la situazione non è cambiata: il bollo è rimasto invariato, confermando la difficoltà di intervenire su un tributo che garantisce entrate rilevanti.
La ragione principale di questo immobilismo è legata al deficit pubblico. Ogni riforma fiscale deve rispettare i parametri di sostenibilità richiesti dall’Unione Europea e individuare coperture solide e permanenti. Senza un equilibrio finanziario credibile, qualsiasi proposta rischia di restare confinata nel campo delle intenzioni, soprattutto quando comporta un impatto economico significativo per le casse dello Stato e delle Regioni.
Il governo ha più volte riconosciuto la difficoltà nel reperire risorse anche per interventi meno onerosi, come i tagli strutturali alle accise sui carburanti. Trovare quasi 7,5 miliardi di euro all’anno per compensare le Regioni rappresenta una sfida complessa. Finché non verrà individuata una copertura finanziaria adeguata, l’abolizione del bollo rischia di restare un obiettivo evocativo, destinato a scontrarsi con i vincoli di bilancio nazionali ed europei.








