Il gufo è da sempre uno degli animali più capaci di evocare mistero e suggestione nell’immaginario collettivo ma cosa significa ascoltare il suo canto di notte? La sua presenza silenziosa nella notte, unita alla capacità di muoversi senza fare rumore, lo ha reso protagonista di miti e simboli in culture lontanissime tra loro.
Oltre alle leggende, però, ciò che davvero distingue questo rapace è il suo modo di comunicare. Il canto notturno, spesso percepito come inquietante o enigmatico, racchiude invece significati precisi e legati al comportamento naturale della specie, come spiegato da FanPage.it.
Comprendere cosa esprime un gufo quando vocalizza permette di scoprire un universo molto più bello di qualsiasi credenza popolare. Di seguito ecco il suo vero significato tra leggende e falsi miti.
Canto del gufo di notte: Il suo significato inaspettato

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la territorialità. I gufi, così come allocchi, civette e barbagianni, possiedono un repertorio vocale sorprendentemente articolato. Il classico “hoo-hoo”, profondo e ritmato, non è un semplice richiamo notturno: serve a delimitare il territorio e a segnalare agli altri esemplari di non avvicinarsi.
Questo tipo di vocalizzazione diventa più frequente all’alba e al tramonto, con un’intensificazione evidente tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, periodo in cui si avvicina la fase ripro***ttiva.
Accanto ai richiami legati al territorio, esistono vocalizzazioni pensate per la difesa. Quando un gufo percepisce un pericolo nei pressi del nido o dei piccoli, emette suoni più acuti e striduli rispetto al canto abituale.
Si tratta di veri e propri segnali d’allerta, utili sia a scoraggiare un potenziale predatore sia ad avvisare il partner della presenza di un intruso. Nei momenti di maggiore difficoltà, alcuni di loro ricorrono anche a un secco schiocco del becco.
Un ruolo fondamentale è svolto anche dai giovani gufi, che utilizzano vocalizzazioni specifiche per mantenere il contatto con i genitori. I piccoli, soprattutto nelle prime settimane di autonomia, emettono richiami continui per indicare la propria posizione e sollecitare il cibo.
Nel gufo comune, ad esempio, il verso giovanile, descritto come un insistente “peee peee”, può risuonare per ore durante le notti estive, guidando gli adulti anche a grande distanza. Nel complesso, il linguaggio vocale dei gufi rappresenta uno dei sistemi comunicativi più ricchi del mondo animale.







