Il 12 giugno 2010, alla vigilia della festa di Sant’Antonio, nel convento francescano di Polla si verificò un episodio che destò grande emozione e che portò tutti a gridare “è un miracolo di Sant’Antonio”.
Un frate, avvicinandosi alla statua del Santo, notò l’occhio sinistro umido e due gocce scivolare sul volto. L’accaduto fu immediatamente segnalato al Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro, Monsignor Angelo Spinillo, che dispose la secretazione della statua.
I Carabinieri intervennero raccogliendo testimonianze e fotografie, oltre a prelevare un campione di liquido inviato al Racis di Roma. La quantità ridotta non permise analisi definitive, ma l’evento rimase impresso nella memoria collettiva. Quello che però ha segnato un importante cambiamento nella vita di una famiglia, è stato il miracolo che ha guarito una bambina.
Bambina guarita grazie ad un miracolo di Sant’Antonio

In quei giorni di festa, nel convento entrò una famiglia di Sala Consilina segnata dalla malattia della figlia di tre anni. La madre, Antonella Ippolito, portava con sé una fede incrollabile e la speranza di un miracolo che avrebbe potuto guarire sua figlia.
La bambina, Simona, era affetta da leucemia linfoblastica e sottoposta a un lungo protocollo di cure. Antonella, non aveva mai abbandonato la preghiera, decidendo di affidare la figlia a Sant’Antonio.
Seguendo il consiglio della nonna, cucì un piccolo saio che la bambina indossò durante la celebrazione. Dopo la messa, la madre chiese ai frati la grazia per la figlia e per tutti i bambini malati, lasciando il saio nel convento come segno di devozione.
Nei giorni successivi i I frati collegarono la lacrimazione della statua alla storia della bambina e cercarono la famiglia per condividere la loro vicinanza. Antonella continuò a confidare nella preghiera e una notte sognò Sant’Antonio, immerso in una luce celeste, che le disse: “Ti ho esaudita”. Poco tempo dopo i medici comunicarono la completa guarigione di Simona.








