La scomparsa di Francesco Guccini, avvenuta oggi all’età di 86 anni, ha profondamente segnato il pubblico che per decenni ha seguito con affetto la sua carriera. Il cantautore, capace di riempire teatri e palazzetti con frequenti sold out, è stato una figura centrale della musica italiana, riconosciuto per la sua capacità di raccontare storie, emozioni e cambiamenti sociali.
Nato a Modena nel 1940, negli ultimi anni aveva dovuto affrontare una malattia agli occhi che gli impediva di leggere, condizione che lo aveva costretto a modificare radicalmente la sua quotidianità. In una intervista aveva ammesso di essere particolarmente addolorato per non riuscire più a vedere, un limite che lo aveva segnato profondamente.
Maculopatia bilaterale, cos’è la malattia di Francesco Guccini

La patologia che lo aveva colpito era la maculopatia bilaterale, una malattia degenerativa che Guccini aveva confessato pubblicamente durante un festival letterario. Questa condizione, che interessa entrambi gli occhi, aveva ridotto in modo significativo la sua autonomia, al punto da impedirgli di uscire di casa per mesi per paura di cadere.
La malattia compromette la funzione visiva e richiede spesso aiuti e supporti per permettere alla persona di muoversi e condurre una vita normale, un cambiamento che per lui era stato particolarmente difficile da accettare.
La maculopatia bilaterale colpisce la parte centrale della retina, la macula, creando una perdita della visione centrale e una distorsione delle immagini. Chi ne soffre mantiene una buona visione periferica, ma vede sfocato al centro o percepisce macchie scure fisse che rendono complicato riconoscere i volti e impossibile leggere. La percezione dei colori risulta ridotta, e questo insieme di sintomi incide profondamente sulla qualità della vita quotidiana.
Esistono due forme principali di maculopatia bilaterale. La variante secca, o atrofica, evolve lentamente e comporta una graduale riduzione delle cellule visive. La forma essudativa, invece, progredisce più rapidamente a causa della crescita di vasi sanguigni anomali e della presenza di liquidi sotto la retina.
Entrambe le forme richiedono diagnosi precise, effettuate tramite esame del fondo oculare e Tomografia a Coerenza Ottica (OCT), strumenti fondamentali per valutare l’evoluzione della malattia.
Le terapie disponibili variano in base alla tipologia della patologia. Per la forma umida sono previste in***ni intravitreali, mentre per la forma secca vengono utilizzati integratori specifici e percorsi di riabilitazione visiva.








