L’apprensione per le condizioni di salute di Papa Leone resta alta, ma dal Policlinico Gemelli arrivano segnali incoraggianti. Il Pontefice, sottoposto a un intervento chirurgico dopo la scoperta di un tumore, è attualmente ricoverato sotto stretta osservazione. A rassicurare i fedeli è il fratello maggiore, Luis Prevost, che ha fornito aggiornamenti positivi sulle condizioni del Santo Padre e sul decorso post-operatorio.
Intervistato dall’emittente statunitense NewsMax, Luis Prevost ha raccontato di aver avuto modo di confrontarsi con il Papa prima dell’operazione. Di seguito le sue importanti parole e la verità sulla malattia che l’accomuna al fratello.
Papa Leone XIV, le parole del fratello sulla propria malattia

“Quando gli ho parlato mi ha detto di non essere in pe****lo di vita”, ha detto parlando con la tv Usa NewsMax. “È in ottime mani. Hanno individuato il problema presto, potrà guarire dall’intervento e proseguire il suo ministero papale”, ha detto. Parole che lasciano spazio all’ottimismo e che confermano la fiducia della famiglia nel lavoro dell’équipe medica che segue il Pontefice.
Dopo l’intervento, tuttavia, il fratello non ha avuto contatti diretti con Papa Leone. A tenerlo aggiornato è stato uno dei collaboratori più vicini al Santo Padre, che gli avrebbe inviato un messaggio rassicurante. Secondo quanto riferito, il Pontefice si sarebbe risvegliato senza particolari difficoltà e le sue condizioni sarebbero apparse stabili già nelle ore successive all’operazione.
Luis Prevost ha infatti spiegato di aver ricevuto conferme sul buon andamento della fase post operatoria. «”Lui era sveglio, si sentiva bene e non provava d***re”. Un aggiornamento che ha contribuito a tranquillizzare non solo i familiari, ma anche quanti seguono con attenzione l’evolversi della situazione clinica del Papa, ricoverato in uno dei principali ospedali della Capitale.
Il fratello del Pontefice ha inoltre raccontato il forte impatto emotivo avuto al momento dell’annuncio pubblico della malattia: “Io stesso sono in cura per un tumore. Ma sapere di quel nodulo al polmone è stato snervante, ci ha fatto tremare. Poi ho parlato con lui ed è stato allora che mi ha detto che pensano di essere intervenuti in tempo. Gli ho chiesto: ‘Sei in per****lo di vita? No. Pensano di essere intervenuti in tempo”.







