In ogni chiesa del nostro paese è possibile ritrovare l’immagine del Santo, meglio conosciuto con il nome di Sant’Antonio insieme ai suoi simboli. La sua figura è possibile sia raffigurata sulla pala d’altare oppure in affreschi, statue e simboli ben evidenti.
Ma nonostante questo, non tutti sono accompagnati da simboli, che, come di consueto, raffigurano la metafora di qualcosa. In Sant’Antonio da Padova i simboli non sono affatto pochi, ed hanno tutti una grande importanza ed un grande significato.
In seguito, potrete trovare un lungo viaggio attraverso tutti questi simboli che nella memoria di ognuno, hanno un grande significato ovviamente legato al grande santo francescano, Antonio da Padova.
I simboli di Sant’Antonio e il loro significato: Il giglio, il pane e il libro

Il Pane: uno delle doti più importanti per Antonio era il suo grande impegno per la carità, questo anche grazie alle prese di Dio all’interno di lui. Il pane è il primo elemento per sfamarsi, e soprattutto a questo elemento, è legato un episodio molto sua vita molto importante. Si tratta del miracolo di Tommasino, un bimbo di soli 20 mesi che visse a Padova durante il periodo della costruzione della Basilica.
Una mattina che la madre lo lasciò solo a casa, al suo ritorno lo trovò senza vita all’interno di un tinello di acqua. Piena di disperazione ha iniziato a pregare al Santo di darle una mano, facendo un voto molto importante; se avesse ottenuto la grazia, avrebbe donato ai bisognosi tanto pane quanto era il peso del piccolo.
Il piccolo Bambin Gesù: questo è un altro simbolo molto importante che riprende il momento in cui Antonio porta in braccio il Bambino Gesù. In altre raffigurazioni viene raffigurato il Santo mentre gioca con il Bambino Gesù. Questa raffigurazione è nata dal momento poco prima di morire, nel quale si era raccolto in preghiera vicino alla città di Padova.
Antonio, decise di farsi costruire una celletta tra i rami del maestoso albero di noce che spiccava nella località veneta. In quel rifugio, il Santo ha passato le sue giornate e le sue notti, e proprio durante una di queste ultime ha potuto assistere all’avvento di un miracolo.
Tiso, quando decide di andare a trovare Antonio, assiste ad una scena che lo lasciò a bocca aperta. Antonio stava stringendo tra le braccia il piccolo Bambino Gesù circondati da una luce abbagliante. Quando Antonio riprese coscienza, chiese subito a Tiso di non parlare a nessuno di ciò che ha potuto vedere.
Il Libro: Pio XII, nel 1946 ha proclamato Antonio “Dottore della Chiesa”. Difatti Antonio non è mai stato il semplice frate che molti credono sia, poiché è anche un esperto teologo, e i suoi Sermoni testimoniano a tutti ciò di cui è capace.
Bisogna ovviamente ricordare anche come lo stesso San Francesco diede ad Antonio la “responsabilità” dell’istruzione dei frati. Una delle immagini più antiche e che si avvicina maggiormente alla realtà è quella in cui il Santo è rappresentato con il libro in mano. Simbolo della sua scienza, sapienza, della sua dottrina, e del suo insegnamento.







