Nel corso dei secoli il miracolo di Beata Pallotta ha incuriosito milioni di fedeli legati a lei dalla grande fede e dall’amore nei confronti di Dio. La sua vita caratterizzata da difficoltà ma dalla grande lealtà verso la Madonna, ha portato Maria Assunta a dedicarsi completamente ai più bisognosi e al prossimo.
Una quotidianità semplice ma fatta di lunghe preghiere e di immensa fede che ha tramandato anche dopo la sua triste scomparsa. È proprio poco prima di questo avvenimento che, diversi testimoni hanno raccontato il miracolo legato al profumo di fiori che la vede protagonista.
Beata Pallotta, il miracolo del profumo poco prima della sua morte

Assunta Pallotta era nata nel 1878 a Force, un piccolo paese dell’Appennino marchigiano. Fin da giovane aveva mostrato una profonda vocazione religiosa e, a soli ventitré anni, era partita come missionaria per la Cina, dove aveva operato con le Suore Francescane Missionarie di Maria, dedicandosi ai più poveri nello Shanxi.
Un evento miracoloso aveva accompagnato gli ultimi momenti di vita della Beata Assunta Pallotta: un profumo intenso e inspiegabile si era diffuso nella stanza dove la religiosa stava per morire. Il fenomeno si era ripetuto anche dopo il funerale, lasciando stupiti i numerosi testimoni che ne avevano fatto esperienza diretta.
Durante la sua missione, suor Maria Assunta aveva affermato di percepire quotidianamente la presenza di Cristo. Nel marzo del 1905, colpita dal tifo, aveva ricevuto l’estrema unzione da Padre Benvenuto. Il giorno seguente, mentre le sue condizioni peggioravano, si era manifestato quello che i presenti avevano definito il “miracolo dei profumi”.
Alle 17:30 del 26 marzo, mentre la religiosa peggiorava le sue condizioni di salute, nella stanza si era diffusa una fragranza intensa e soave. Le suore, le collaboratrici e il sacerdote avevano percepito chiaramente quell’aroma, che sembrava avvolgere l’ambiente e toccare profondamente gli animi.
Il profumo, descritto come una miscela tra violette e incenso ma diverso da entrambi, era durato circa venti minuti. In quel tempo, il dolore per la perdita si era trasformato in una sensazione di pace e gioia, come se la stanza fosse stata attraversata da una presenza celeste.
Suor Maria Assunta Pallotta era spirata serenamente, lasciando un ricordo indelebile. Il fenomeno del profumo aveva rafforzato la sua fama di santità e alimentato la devozione popolare che, negli anni successivi, si era diffusa ben oltre i confini del suo paese natale.








