Il miracolo di Elisabetta è solo uno dei tanti che vede l’intercessione di Santa Rita da Cascia che, attraverso la sua grazia ha dato la possibilità ad una donna di poter portare avanti la sua gravidanza.
I nove mesi che precedono la nascita di un figlio sono i più emozionanti ma anche i più belli ma purtroppo per la giovane fedele non era purtroppo così. Quest’ultima ha cambiato la sua vita grazie all’arrivo della Santa all’interno della sua vita.
Elisabetta al settimo mese di gravidanza aveva iniziato a manifestare alcuni piccoli ma importanti problemi tanto da essere ricoverata all’interno del Policlinico Gemelli di Roma. A raccontare la sua storia è proprio la giovane donna.
Il miracolo di Elisabetta grazie ai petali miracolosi di Santa Rita da Cascia

La giovanissima era ricoverata al Policlinico Gemelli di Roma ed è proprio lei ad affermare: “Mi riscontrarono una dil****ne di 2 cm. Si doveva con ogni mezzo impedire il parto, poiché la bambina che portavo in grembo difficilmente sarebbe sopravvissuta dopo la nascita”.
Proseguendo spiega: “L’intervento fu fissato per il 22 maggio e, appena seppi la data prescelta, provai un senso di fiducia nel mio cuore: mi affidai immediatamente a Santa Rita. Ma le cose non dovevano essere così semplici. Il cerchiaggio venne eseguito, ma si era verificata la complicazione temuta. Rottura delle membrane e perdita di liquido amniotico, che avrebbero potuto in qualsiasi momento indurre il parto prematuro”.
Il miracolo avvenne proprio a partire dal 22 maggio nonché il giorno in cui si commemora l’amata Santa Rita. “Intanto mia sorella Valentina, il giorno 22 Maggio, si era recata a Cascia per partecipare alle celebrazioni in onore della Santa e, infine, era venuta da me in ospedale a Roma per portarmi le rose benedette”.
Il 24 Maggio, cominciai la Novena a Santa Rita per i casi disperati. Misi i petali di rosa sul ventre e pregai. Sentivo vicinissima Santa Rita. Il secondo giorno scomparvero le perdite di liquido amniotico e i medici ne furono stupiti. Dopo due settimane, contro ogni aspettativa, il parto prematuro fu scongiurato. (…) La bimba nacque nella 36esima settimana, quando ormai era perfettamente in grado di sopravvivere” termina Elisabetta.







