In una lettera famosa di Santa Caterina da Siena rivolta alla madre si racchiude l’importanza delle donne ma anche un legame speciale. Quest’ultima le voleva trasmettere una verità semplice ma decisiva per la vita cristiana: le difficoltà, le prove e i dolori non devono essere respinti, ma accolti con spirito sereno, perché attraverso di essi si partecipa alle difficoltà di Gesù e si apre il cammino verso i beni eterni.
È un insegnamento che nasce dall’esperienza personale della Santa, capace di parlare con autorevolezza non solo ai potenti del suo tempo, ma anche alla donna che l’aveva messa al mondo. Ecco tutti i dettagli.
Santa Caterina da Siena e la lettera a sua mamma

Caterina era la ventiquattresima figlia di Monna Lapa e venne alla luce insieme a una gemella, che però non sopravvisse. La madre, legatissima a lei, volle allattarla personalmente e la seguì con particolare attenzione.
Nessuno avrebbe potuto immaginare che quella bambina sarebbe cresciuta fino a diventare una figura spirituale così forte da rivolgersi con franchezza a papi, regnanti e perfino alla propria famiglia. La sua unione con il Signore era tale da renderla capace di guidare e ammonire con naturalezza, pur mantenendo un profondo rispetto verso la madre.
Nella lettera, Caterina insiste sul valore della pazienza, spiegando che senza questa virtù che potrebbe percepire come enormi problemi che in realtà sono “piccioli”, mentre con il giusto spirito anche i dolori più grandi possono apparire “piccioli”.
Il vero “cavaliere” di Gesù, afferma, non si lascia turbare dalle tribolazioni che Dio permette, ma sa “godere ed esultare” nelle prove, attendendo con “perfetta allegrezza la vita durabile”, cioè la vita eterna. È un messaggio che conserva una freschezza sorprendente e che Caterina ritiene così essenziale da dedicarvi una lettera alla propria madre.
Queste parole interrogano anche noi, abituati a pensare che la Provvidenza debba garantirci un’esistenza comoda e priva di ostacoli. Caterina ricorda invece che la fede autentica richiede coraggio e disponibilità ad affrontare con serenità ciò che non comprendiamo.
Unirsi a Cristo significa accogliere la croce per poter partecipare alla sua risurrezione. È una saggezza semplice, ma esigente, che chiede fiducia e abbandono.








