Papa Luciani conosciuto anche come il Papa del sorriso ha lasciato un grande segno dopo il suo Pontificato durato purtroppo solo 33 giorni. Nel corso degli anni sono tanti i ricordi tramandati dalle persone che lo conoscevano e che hanno potuto aver la possibilità di scambiare con lui preghiere e chiacchierate.
Quest’ultimo durante il suo periodo da Cardinale indossava la berretta rossa che, per anni risultava impossibile da ritrovare. Il tutto fino a poco tempo fa quando, a distanza di ben 50 anni quest’ultima è stata ritrovata; ecco tutti i dettagli.
La berretta cardinalizia di Papa Luciani ritrovata dopo 50 anni

Quest’ultima inaspettatamente si trovava in un altro Continente, in un luogo completamente diverso e distante da tutti i pochi dove Beato Giovanni Paolo I ha visitato. La sua berretta infatti, è stata protagonista di un lungo viaggio del tutto inaspettato prima di tornare nel nostro Paese.
A spiegare quanto accaduto è stata la testata giornalistica Avvenire che ha specificato come quest’ultima si stata ritrovata in Africa. Essa ora avrà modo di tornare a casa sua ovvero a Canale d’Agordo, all’interno del Museo Diocesano dedicato proprio all’amato Pontefice.
A lasciare in prestito questa importante reliquia è stato l’arcivescovo di Kampala in Uganda, Paul Ssmogerer. Una volta eletto Papa Luciani, il cardinale Emmanuel Kiwanuka Nsubuga aveva chiesto la possibilità di poter tenere con sé la berretta come ricordo.
Una richiesta che purtroppo non venne subito accontentata se non a distanza di anni quanto lo stesso arcivescovo Nsubuga si recò in visita in Italia dal fratello di Giovanni Paolo I. Fu proprio quest’ultimo che decise di mantener fede alla promessa donandogli così la sua berretta al cardinale.
Successivamente il cardinale Nsubuga morì nel 1991 e la berretta di Luciani sembrò sparita nel nulla. Fu solamente negli ultimi anni che, un seminarista cercando delle vecchie cose nel magazzino diocesano ritrovo una busta con all’interno la berretta tanto ricercata.
In quel momento venne subito avvertito l’arcivescovo del museo di Canale d’Agordo del grande ritrovamento e solamente lo scorso 15 luglio quest’ultima è riuscita a tornare in Italia.







