La Legge di Bilancio 2026 nelle ultime settimane ha introdotto un pacchetto di interventi sulle pensioni che modifica in modo significativo l’assegno economico d’invalidità, con aumenti che diventeranno effettivi a partire da giugno 2026.
Le nuove disposizioni prevedono anche il riconoscimento degli arretrati maturati dall’inizio dell’anno, poiché gli adeguamenti sono stati approvati con la finanziaria ma non ancora applicati nei primi mesi. L’obiettivo dichiarato però, è aggiornare prestazioni considerate ormai non più proporzionate in merito alle condizioni riconosciute ai beneficiari. Di seguito ecco tutti i dettagli.
Da giugno aumenti l’assegno sulle pensioni d’invalidità

I destinatari delle misure sono i grandi invalidi e titolari di pensioni privilegiate. Si tratta di persone che, in seguito a eventi o attività operative, hanno riportato problematiche fisiche molto importanti, descritte nel dettaglio nel DPR 915/1978.
Rientrano tra i beneficiari anche coloro che sono stati insigniti della medaglia d’oro al valore militare, categoria che ha un trattamento specifico per il particolare valore riconosciuto dal legislatore. Le modifiche introdotte puntano a rafforzare il sostegno economico per chi vive condizioni di invalidità permanenti e altamente invalidanti.
L’intervento più rilevante riguarda l’assegno sostitutivo dell’accompagnatore militare, che fino al 2025 aveva un tetto massimo di 878 euro mensili. Con la nuova finanziaria, l’importo massimo sale a mille euro per le invalidità più gravi. Mentre per le altre categorie l’assegno passa da 439 a 500 euro mensili.
Gli aumenti e gli arretrati INPS
Secondo quanto chiarito dall’INPS nel messaggio 1269 del 2026, gli incrementi saranno applicati con la mensilità di giugno. Nello stesso mese verranno liquidati anche gli arretrati relativi al periodo gennaio‑maggio. L’Istituto ha inoltre ribadito che si tratta di prestazioni esentasse e non reversibili ai superstiti, e che l’adeguamento sarà riconosciuto automaticamente a chi già percepiva l’assegno nel 2025.
Per chi invece non ha mai beneficiato di questa prestazione, resta necessario presentare una domanda specifica alla direzione dei servizi del Tesoro. L’INPS ha confermato che solo i nuovi richiedenti dovranno attivare la procedura, mentre per gli attuali titolari l’aggiornamento sarà effettuato d’ufficio.








